Ammontano a oltre 720mila euro le distrazioni patrimoniali accertate dalla Guardia di finanza di Lecce nell’ambito di un’indagine su una presunta bancarotta fraudolenta nel settore delle residenze per anziani.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino, ha portato all’alba di oggi all’esecuzione di quattro misure cautelari, tra cui l’arresto dell’imprenditore brindisino Michele Schettino, 51 anni.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria, avrebbero fatto emergere un quadro di «saccheggio bulimico» ai danni della società Grs, dichiarata fallita nel 2021 con un passivo di oltre tre milioni di euro verso l’Erario, l’Inps e i dipendenti.
Secondo gli inquirenti, Schettino – assistito dagli avvocati Antonio La Scala e Antonio Bolognese – sarebbe stato il “regista” di un sistema che svuotava le casse delle strutture di assistenza, situate tra Miggiano, San Donaci e comuni del barese.
Oltre a Michele Schettino, i militari hanno posto ai domiciliari il suo principale collaboratore, il 50enne barese Giovanni Vurro. Per altri due indagati, il 66enne Luigi Lucca di Mola di Bari e il 54enne bolognese Francesco De Marco, è scattato il divieto di esercitare attività d’impresa. L’inchiesta coinvolge complessivamente nove persone.
Il meccanismo fraudolento si sarebbe basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti e l’esternalizzazione fittizia dei costi del personale.
Le Fiamme gialle hanno inoltre rilevato che gli indagati, dopo il fallimento della prima società, avevano già costituito una nuova cooperativa per replicare il medesimo schema illecito.