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Shuttle, l’ennesima opera incompiuta a Brindisi: dopo 10 anni i lavori sono in alto mare

Nonostante i proclami della politica che indicavano la fine dei lavori dello shuttle entro la fine del 2025, l’opera è ancora in alto mare. Urge chiarezza dagli uffici comunali su un iter così farraginoso. L’iter burocratico L’ultima volta che la politica si è interessata della realizzazione dello shuttle fu nell’ottobre 2024, quando Raffaele De Maria…
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Nonostante i proclami della politica che indicavano la fine dei lavori dello shuttle entro la fine del 2025, l’opera è ancora in alto mare. Urge chiarezza dagli uffici comunali su un iter così farraginoso.

L’iter burocratico

L’ultima volta che la politica si è interessata della realizzazione dello shuttle fu nell’ottobre 2024, quando Raffaele De Maria convocò la commissione Lavori pubblici, alla presenza anche del direttore dei lavori, l’ingegnere Antonio Iaia. In quella sede, venne indicata la fine del 2025 come termine ultimo per la conclusione dell’opera. In realtà, i lavori sono lontani dall’essere ultimati, a dieci anni dal loro inizio. L’importante infrastruttura è stata finanziata nel 2011, con 40 milioni di euro, per poi essere progettata nel 2014, dopo una gara d’appalto. Nei successivi due anni, però, si sono susseguiti diversi ricorsi. Sta di fatto che solo nel 2016 è stata posata la prima pietra.

Lo «scheletro»

Siamo arrivati nel 2016, dopo 10 anni esatti, e dello shuttle si intravede appena lo scheletro. Il cantiere è pronto soltanto al 40%, per tanti motivi. Quello più significativo deriva dal fatto che, durante l’esecuzione dei lavori, gli operai hanno rinvenuto cumuli sepolti di detriti di edilizia. Quindi, si è provveduto prima rimuoverli e poi a bonificare l’area. Questo ha comportato un notevole rallentamento sulla tabella di marcia.

L’altro nodo è di natura economica. I costi relativi all’acquisto delle motobarche, che entreranno in servizio sulla cosiddetta «Circolare del mare» (che si connetterà allo shuttle), sono aumentati rispetto a quando è nato il progetto. C’è da sottolineare che tale iter farraginoso è anche figlio di continue proroghe da parte degli uffici comunali, che hanno creato importanti lungaggini, a danno della circolazione urbana ed a discapito dei servizi offerti ai cittadini.

L’opera, che tra l’altro, come detto, prevede la «Circolare del mare» con i mezzi veloci, riguarda un collegamento stradale che parte dalla stazione ferroviaria dell’ospedale Perrino fino a raggiungere l’aeroporto del Salento. Questo, per consentire di decongestionare il traffico nei pressi dell’infrastruttura del Casale. In pratica, gli automobilisti che provengono da Lecce e Taranto possono parcheggiare vicino la fermata del locale nosocomio e raggiungere con i mezzi pubblici l’aerostazione di Brindisi. Ora, la domanda che nasce spontanea è: la politica si interfaccerà in maniera concreta e perentoria con gli uffici comunali, per risolvere uno dei tanti «enigmi» che attanagliano il capoluogo adriatico?

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