La sanità nella provincia di Brindisi continua a essere al centro del dibattito politico e sindacale per una serie di criticità che stanno incidendo in modo diretto sulla qualità dei servizi e sull’accesso alle cure da parte dei cittadini. A lanciare l’allarme sono, da un lato, i consiglieri regionali e, dall’altro, le organizzazioni sindacali, che descrivono un quadro complesso e in peggioramento.
Il caso Ostuni
Tra le emergenze più immediate c’è quella legata all’assistenza pediatrica. Il pensionamento del dottor Marzolla rischia infatti di lasciare circa mille bambini senza un riferimento stabile. A intervenire è il consigliere regionale Tommaso Gioia (Prossima), che ha chiesto un intervento urgente alla direzione generale della ASL. «La tutela della salute dei più piccoli non può essere subordinata a logiche meramente burocratiche», sottolinea, indicando la necessità di garantire la prossimità delle cure nei comuni di residenza.
Secondo Gioia, mentre Fasano e Cisternino potrebbero assorbire i piccoli pazienti grazie alla disponibilità di posti tra i pediatri già presenti, la situazione di Ostuni appare particolarmente critica: circa 500 bambini non troverebbero collocazione tra i due pediatri attualmente in servizio. Da qui la richiesta di attivare una «zona carente straordinaria» per inserire rapidamente un nuovo professionista o, in alternativa, un incarico provvisorio. L’obiettivo è evitare disagi logistici ed economici alle famiglie, costrette altrimenti a spostarsi in altri comuni.
L’anagrafe sanitaria
Alle difficoltà sul territorio si aggiungono i problemi legati ai servizi digitali e amministrativi. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro segnala numerosi disservizi nell’anagrafe sanitaria, in particolare negli uffici di Ostuni e Fasano, oltre ai malfunzionamenti del Fascicolo sanitario elettronico. Disagi che sembrano essere collegati alla transizione tra sistemi informatici e che stanno creando ostacoli concreti per i cittadini.
Tra i casi segnalati, anche quello di un paziente ospite di una Rsa che non è riuscito a rinnovare l’iscrizione sanitaria temporanea, venendo così escluso da prestazioni essenziali come le trasfusioni nell’ambito dell’assistenza domiciliare integrata. Le criticità incidono anche sul rinnovo del medico di base e delle esenzioni, con conseguenze dirette sull’acquisto dei farmaci, spesso a carico degli utenti.
Il Pronto soccorso
A rendere ancora più pesante il quadro è la denuncia della FP CGIL Brindisi, che attacca duramente la gestione della direzione strategica della Asl, definendola ormai «preoccupante». Al centro delle critiche, la carenza di organico medico affrontata – secondo il sindacato – con soluzioni tampone come lo spostamento di personale tra reparti.
«Siamo davanti a una gestione che somiglia al gioco delle tre carte», accusa la sigla sindacale, evidenziando come questi trasferimenti non risolvano le criticità ma le amplifichino. Le conseguenze sono molteplici: riduzione della sicurezza per i pazienti, burnout dei professionisti e allungamento delle liste d’attesa.
Secondo la FP CGIL, si tratta di una «navigazione a vista» che rischia di compromettere ulteriormente la qualità dell’assistenza sanitaria sul territorio. «Non è management – conclude il sindacato – ma la conferma dell’assenza di una visione per il futuro della sanità brindisina».
Un sistema, dunque, sotto pressione su più fronti, dove la richiesta che arriva da istituzioni e parti sociali è una sola: interventi rapidi, strutturali e coordinati per garantire il diritto alla salute dei cittadini.










