Dopo le dimissioni di 13 consiglieri al notaio, è sospeso il Consiglio comunale di Ostuni. L’ente è stato affidato dal prefetto Aprea alla commissaria Cicoria.
L’ormai ex sindaco Angelo Pomes decade anche da presidente della Provincia a poco più id un mese dalla sua elezione. «Sono vittima di un’imboscata ma li nostro è solo un arrivederci», ha detto ieri nel corso di una conferenza nel chiostro di San Francesco al Municipio. Ora il numero due, Elio Ciccarese, dovrà convocare nuove elezioni per la guida di via De Leo, che si terranno quasi certamente ad ottobre mentre per le amministrative bisognerà attendere almeno un anno.
Le parole dell’ex sindaco
«È un momento difficile per la nostra comunità, che non meritava un atto del genere alla vigilia di una stagione estiva che abbiamo organizzato, ricca di iniziative e di eventi. Chiedo scusa alla comunità per i 13 coraggiosi», ha riferito Pomes, commosso nel ringraziare i tanti messaggi di solidarietà. L’accusata numero uno è la consigliera socialista Laura Greco, che insieme a compagni di partito e consiglieri di opposizione, ha staccato la spinta all’amministrazione firmando le dimissioni dal notaio.
Per Greco è mancato l’accordo su temi fondamentali come la tutela del territorio, l’urbanistica e la salvaguardia del paesaggio. «Si poteva e si doveva gestire diversamente», ha spiegato Pomes. «Non voglio gettare la croce addosso a Laura, con lei ho lavorato bene. A luglio c’è stata la crisi e si è deciso di andare avanti. Poi c’è stato l’azzeramento previsto di metà mandato. Ci sono state decine di occasioni per dirmi che non si riconosceva nel percorso. Mi sarei dimesso io. A gennaio abbiamo fatto 4 incontri con gli assessori per programmare il 2026. Potevamo fermarci allora e adesso avremmo un’altra amministrazione. Ed anche alla Provincia sarebbe stato più saggio dirmi di non prendere impegni perché non c’erano le condizioni, avremmo evitato la figura meschina a poco più di un mese dall’elezione».
Pomes ha difeso il lavoro avviato in Provincia ma soprattutto i tre anni a Ostuni. «È un grande rimpianto lasciare la città ora. Oggi avremmo fatto Giunta per approvare lo spostamento del centro di raccolta dalla zona artigianale. Ci sono cantieri di viabilità e decine di eventi per la bella stagione che rischiano di fermarsi», ha concluso l’ex sindaco.










