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Brindisi, le richieste di danaro ai titolari di aziende: il ruolo di mediatore di Pietro Guadalupi

«Reso manifesto dalla esplicita adesione alle logiche mafiose espresse dal clan dei tuturanesi e, in generale, della Scu». Recita così un passo dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per cui il 35enne Pietro Guadalupi della frazione brindisina di Tuturano e volto noto della politica brindisina, è finito in manette. L’accusa è quella di estorsione aggravata…
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«Reso manifesto dalla esplicita adesione alle logiche mafiose espresse dal clan dei tuturanesi e, in generale, della Scu». Recita così un passo dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per cui il 35enne Pietro Guadalupi della frazione brindisina di Tuturano e volto noto della politica brindisina, è finito in manette.

L’accusa è quella di estorsione aggravata con metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, Guadalupi avrebbe fornito informazioni a Mauro Iaia (componente del sodalizio della frangia dei «tuturanesi», anch’egli arrestato) circa l’identità di un imprenditore di Torre Santa Susanna che stava svolgendo alcuni lavori su terreni, perché il clan voleva la corresponsione di una somma di denaro.

Così, Guadalupi avrebbe avuto ordine da parte dei boss Pasquale Attanasi e Umberto Attanasi (padre e figlio) di contattare l’imprenditore e di recarsi da loro, riferendogli la pretesa estorsiva del clan. Avrebbe anche condotto la vittima all’appuntamento con Attanasi padre, presso la sua abitazione in campagna, assistendo al dialogo tra i due, nel corso del quale sarebbe stata formulata la richiesta estorsiva, e sollecitando l’imprenditore a corrispondere subito la somma di danaro richiesta, che effettivamente avrebbe consegnato.

In relazione a Guadalupi ed agli altri indagati, secondo l’accusa, «la proclività a delinquere emerge dal contenuto delle conversazioni e dalle modalità dell’azione delittuosa che evidenzia una ostinata pervicacia a delinquere assecondata da una progettualità criminosa in corso, tale da rendere presumibile la reiterazione di occasioni propizie per perpetrare con sistematicità ulteriori condotte criminose, risultando gli indagati pienamente ed ostinatamente inseriti nel contesto criminale in cui sono maturati i fatti per cui si procede».

Guadalupi è un project manager, ex presidente del consiglio comunale di Brindisi della giunta Carluccio (recordman di preferenze con 851 voti), in quota a FdI, vicepresidente di Confartigianato Imprese del Verde, ex presidente della Pro Loco (quando aveva 18 anni) e candidato alle elezioni regionali nel 2020.

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