La giunta comunale di San Vito dei Normanni ha espresso una ferma e motivata opposizione all’ampliamento della discarica «Formica», ritenendo il progetto incompatibile con la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e della qualità della vita delle comunità interessate. La posizione è stata formalizzata con una deliberazione approvata all’unanimità il 15 gennaio, al termine di una seduta che ha ribadito la linea di totale contrarietà dell’amministrazione guidata dal sindaco Silvana Errico.
Le preoccupazioni
Nel provvedimento la giunta sottolinea come la vicenda dell’impianto Formica rappresenti da anni una questione di forte impatto ambientale, sanitario e sociale, alimentando una diffusa preoccupazione tra i cittadini dei Comuni coinvolti direttamente e indirettamente. La tutela della salute, richiamata esplicitamente dall’articolo 32 della Costituzione, viene indicata come valore primario e non comprimibile, da anteporre a qualsiasi valutazione di carattere economico o compensativo.
Particolarmente netta è la critica alla logica delle «royalty» e delle compensazioni economiche.
Le critiche a Brindisi
L’amministrazione sanvitese prende le distanze dalla posizione espressa dal Comune di Brindisi in sede di conferenza dei servizi, che ha subordinato il proprio parere favorevole all’ampliamento a benefici economici e a una riduzione della Tari. Una prospettiva giudicata inaccettabile, perché rischia di monetizzare il sacrificio ambientale e sanitario, trasformando diritti fondamentali in merce di scambio.
La delibera richiama inoltre le criticità già documentate sul piano ambientale, con riferimento alla contaminazione delle falde e alla presenza di metalli pesanti, e punta il dito contro una politica regionale dei rifiuti che, negli ultimi decenni, ha continuato a fare affidamento sullo smaltimento in discarica, senza riuscire a chiudere davvero il ciclo dei rifiuti. Nel 2026, sottolinea la giunta, appare inconcepibile insistere su modelli superati, anziché investire su riduzione, riciclo e recupero di materia.
Accanto al no all’ampliamento, l’amministrazione annuncia l’avvio di un’azione coordinata con Mesagne, Latiano, San Michele Salentino e Carovigno e la convocazione di un tavolo di confronto istituzionale con Regione e Provincia. L’obiettivo è costruire una posizione unitaria e individuare soluzioni alternative, nel segno del principio di precauzione e della responsabilità verso le generazioni future.









