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Comunali a Ceglie Messapica, lettera minatoria a casa del candidato sindaco: Laveneziana si ritira dalla corsa

Si ferma bruscamente la corsa elettorale di Antonello Laveneziana, che ha annunciato il ritiro della propria candidatura a sindaco di Ceglie Messapica dopo aver ricevuto una lettera anonima dal contenuto «palesemente minatorio e intimidatorio». A raccontare l’accaduto è stato lo stesso Laveneziana con un lungo post sui social. «Nella tarda mattinata di ieri (ndr mercoledì)…
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Si ferma bruscamente la corsa elettorale di Antonello Laveneziana, che ha annunciato il ritiro della propria candidatura a sindaco di Ceglie Messapica dopo aver ricevuto una lettera anonima dal contenuto «palesemente minatorio e intimidatorio».

A raccontare l’accaduto è stato lo stesso Laveneziana con un lungo post sui social. «Nella tarda mattinata di ieri (ndr mercoledì) mi è stata recapitata presso la mia abitazione una lettera anonima – scrive – che ho immediatamente sottoposto all’attenzione degli organi di polizia». Un episodio che lo ha profondamente scosso, tanto da spingerlo a una decisione drastica: «Non posso accettare che tali minacce minino la serenità della mia famiglia e delle persone che mi vogliono bene».

Parole che restituiscono il peso umano della scelta. Laveneziana rivendica il proprio percorso «sempre nel massimo rispetto delle regole, con passione ed onestà», e sottolinea come immaginasse una campagna elettorale basata sul confronto di idee. «Quanto accaduto dimostra che c’è chi preferisce la macchina del fango al confronto franco», aggiunge, spiegando che il ritiro è anche un modo per consentire alla magistratura di fare piena luce sulla vicenda.

La solidarietà bipartisan

Immediata la reazione del mondo politico locale e regionale. Il sindaco Angelo Palmisano ha espresso «piena e sincera vicinanza» condannando «un gesto vile che nulla ha a che vedere con l’impegno politico». Sulla stessa linea la candidata del centrosinistra Agata Scarafilo, che insieme alla coalizione ha parlato di un clima preoccupante, sottolineando il rischio di un tentativo di «condizionare l’espressione democratica del voto».

Dura anche la presa di posizione del consigliere regionale Luigi Caroli, che ha definito l’accaduto «un attacco alla democrazia», auspicando un rapido intervento delle forze dell’ordine per individuare i responsabili.

Un episodio che scuote la comunità cegliese e riaccende i riflettori sulla necessità di garantire un confronto politico libero da intimidazioni.

La campagna elettorale, ora, prosegue con un candidato in meno e con un interrogativo in più sul clima in cui si svolgerà.

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