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Brindisi, il conto salato delle opere incompiute: pignoramento da 6,7 milioni

La cifra finale, lievitata a 6,7 milioni, si abbatte sull’ente mentre è in fase di approvazione il piano di riequilibrio finanziario

Brindisi, il conto salato delle opere incompiute: pignoramento da 6,7 milioni

Un buco da quasi 6,7 milioni di euro rischia di travolgere le casse del Comune di Brindisi. È la maxi-somma finita sotto pignoramento presso terzi per la vicenda del raccordo ferroviario di Tuturano: un’opera sbloccata negli anni 2000, terminata e collaudata, ma che non è mai entrata in funzione. L’intricato contenzioso nasce dalle riserve avanzate dal Consorzio Ecit, impresa esecutrice dei lavori. Un primo lodo arbitrale ha riconosciuto le ragioni del Consorzio, stabilendo che il Comune deve versare 3,5 milioni di euro. La svolta decisiva è arrivata nell’ottobre 2026, quando la Corte d’Appello di Roma ha rigettato l’istanza di sospensiva presentata dall’ente locale, rinviando il merito al 2028.

Nel frattempo si è innestato un secondo scontro arbitrale tra il Consorzio e la consorziata Lci srl di Lecce, anch’essa vittoriosa. Non avendo incassato quanto spettante, la società leccese ha fatto scattare l’atto di precetto, trasformando il debito del Comune verso il Consorzio in un pignoramento diretto a proprio favore. La cifra finale, lievitata a quasi 6,7 milioni tra interessi e rivalutazioni, si abbatte sull’ente proprio mentre è in fase di approvazione il piano di riequilibrio finanziario pluriennale. La patata bollente passa ora al Consiglio Comunale, chiamato a gestire la pesante tegola dei debiti fuori bilancio.