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Brindisi, il progetto di ricerca che recupera i ragazzi dall’isolamento da computer

La ricerca non è ancora terminata. Ma il bilancio è certamente positivo. Il progetto «Solitaire», avviato nel maggio del 2023 nel Polo ospedaliero scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione «La Nostra Famiglia-IRCCS E. Medea» di Brindisi, e diretto dal dottor Antonio Trabacca, è servito prima di tutto a prendere atto di un fenomeno sempre più diffuso tra…
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La ricerca non è ancora terminata. Ma il bilancio è certamente positivo. Il progetto «Solitaire», avviato nel maggio del 2023 nel Polo ospedaliero scientifico di Neuroriabilitazione dell’Associazione «La Nostra Famiglia-IRCCS E. Medea» di Brindisi, e diretto dal dottor Antonio Trabacca, è servito prima di tutto a prendere atto di un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani, poi a testare un metodo di intervento che può diventare un modello a livello nazionale.

Parliamo del cosidetto hikikomori, vera e propria patologia che oggi in Italia interessa circa 50mila adolescenti che si isolano dalla società e rifiutano perfino la frequenza scolastica. La Puglia non solo è stata la prima regione in Italia ad aver approvato una legge a riguardo, ma sta anche sperimentando un programma di teleriabilitazione rivolto ad adolescenti tra gli 11 e i 17 anni con ridotte interazioni sociali o in condizione di isolamento sociale prolungato.

L’obiettivo è quello di valutare la fattibilità e l’efficacia di un intervento digitale multimodale che integra una breve terapia cognitivo-comportamentale online con un training cognitivo computerizzato, al fine di ridurre l’isolamento sociale, migliorare il funzionamento cognitivo e intervenire sui principali correlati psicopatologici. Il progetto, inserito in una rete di ricerca nazionale che vede come ente capofila l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, terminerà a maggio di quest’anno.

E’ stato premiato come miglior contributo scientifico durante il 26esimo congresso nazionale della Società italiana di Neuropsicofarmacologia. Tutti gli interventi sono stati erogati tramite la piattaforma di telemedicina «COD20», che consente valutazioni cliniche e trattamenti in modalità sicura, riducendo le barriere di accesso alle cure. Un elemento centrale è stato il coinvolgimento delle famiglie fondamentali anche per reclutare, con la collaborazione delle scuole, i 37 adolescenti che hanno partecipato (appunto insieme a 29 familiari).

Primo passo è stato la somministrazione del questionario HQ-25 negli istituti scolastici di primo e secondo grado del territorio di Brindisi, per l’individuazione di soggetti a rischio hikikomori, nonché tramite le attività ambulatoriali dei servizi di neuropsichiatria e neurologia pediatrica dell’«IRCCS E. Medea» di Brindisi. A ciò si è aggiunta la collaborazione con servizi territoriali, centri di riabilitazione, pediatri di libera scelta e psicologi.

«Le analisi preliminari indicano una riduzione statisticamente significativa dell’isolamento sociale e dei sintomi psicopatologici associati, in particolare ansia e depressione, oltre a un miglioramento della regolazione emotiva e una riduzione dei tratti alessitimici (analfabetismo emotivo n.d.r.), con benefici sul funzionamento globale», spiegano Isabella Fanizza e Giorgia Carlucci, psicologhe tra le curatrici del progetto.

«Sebbene i dati siano ancora preliminari – continuano – i risultati appaiono incoraggianti e suggeriscono la telepsichiatria come strumento efficace per raggiungere adolescenti che difficilmente si avvicinerebbero ai percorsi di cura tradizionali. Purtroppo i percorsi non sono stati lineari avremmo auspicato una partecipazione più regolare.

In ogni caso, il bilancio può certamente essere positivo soprattutto per quanto riguarda la possibilità di intervento a distanza in un contesto che presenta varie difficoltà e poca predisposizione da parte dei ragazzi al contatto diretto». Siamo solo all’inizio di un percorso se, a livello nazionale, si prevedono almeno altri 50-60mila soggetti a rischio isolamento.

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