Trentacinque proposte di investimento per un valore potenziale complessivo superiore a 10 miliardi di euro e oltre duemila nuovi posti di lavoro diretti a regime. La sentenza della Corte d’Appello che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, spinge tutti i soggetti convolti a velocizzare la riconversione della centrale di Cerano e dell’area dell’ex Petrolchimico di Brindisi.
Il comitato di coordinamento riunitosi ieri al Mimit (ministero delle Imprese), ha preso atto degli 11 progetti già avviati o in avanzata fase di cantierabilità per i quali si prevedono finanziamenti per 589 milioni di euro e 512 nuovi occupati. Riguardano principalmente transizione energetica, economia circolare, trattamento delle acque, cantieristica e aerospazio coinvolgendo imprese italiane e multinazionali estere.
Il Mimit accompagnerà gli altri investimenti attraverso i contratti di sviluppo e gli accordi per l’’innovazione, nel quadro delle opportunità offerte dalla Zes unica e dal relativo credito d’imposta. Per i progetti di minore dimensione sarà inoltre attivato un bando nell’ambito della legge n. 181 del 1989, con una dotazione iniziale di 11 milioni di euro, che potrà sostenere investimenti di ammontare più contenuti emersi dalla manifestazione di interesse, con un ulteriore impatto occupazionale stimato in oltre 100 addetti a regime.
Tra i progetti illustrati: Aero Service Technology Italy, con la realizzazione del primo impianto in Italia per la manutenzione e la riparazione di componenti di turbine aeroderivative destinate al settore oil and gas; Magnaghi Group-Salver, con attività di ricerca su nuovi processi e materiali e la produzione di componenti in carbon-carbon per l’industria aeronautica; Jindal Films Europe Brindisi, con il potenziamento delle produzioni di imballaggi e film flessibili; Scandiuzzi Steel Constructions, con lo sviluppo delle attività di carpenteria metallica per grandi infrastrutture e impianti industriali.
In prospettiva nell’’area resta sempre in piedi il progetto di un dissalatore Aqp da realizzare entro il 2030. «Ho sollecitato il ministro Pichetto Fratin a liberare le aree cantierabili per i nuovi progetti industriali – ha detto il ministro del Mimit, Adolfo Urso – mi è giunta la sua risposta positiva: condivide che, allo stato, sia prevalente l’interesse alla pronta riconversione dell’area. Noi non molliamo e andiamo avanti con i progetti».
