Il grande ospedale di Monopoli-Fasano è stato oggetto, qualche giorno fa di un acceso dibattito che si è sviluppato sui social in particolare, perché qualcuno ha pensato bene di filmare e mettere in rete, immagini di qualche locale con i pavimenti bagnati o di erogatori di bibite non funzionanti. La polemica è stata poi cavalcata anche da qualche politico. Fabiano Amati ex assessore regionale al Bilancio, è stato fra quelli che si è battuto fin dall’inizio per la realizzazione di questo grande ospedale. Questa polemica sorta dopo che violenti temporali si sono abbattuti fra Monopoli e Fasano, sarebbe deviante rispetto alle vere problematiche del nuovo ospedale. «L’impegno e anche l’attenzione deve essere rivolta alle cose serie, così come sto facendo io da 10 anni. Se si parla di accidenti minuscoli e occasionali significa che non si vuole l’ospedale con la sua potenza di cura, ma si vuole giocare con le paure della povera gente, cioè si vuole istigare la paura della povera gente per i soliti scopi politici».
Però fa specie che in un ospedale, appena completato, si possa verificare qualche disservizio.
«Allora chiariamo, gli infissi non sono impermeabili per natura. In tutte le case nostre, se c’è un acquazzone e piove nella direzione di quell’infisso, si verificano degli allagamenti. Poi può capitare che su in una struttura di 70.000 metri quadri ci possa essere, diciamo, qualche infisso che ha subito un cedimento succede nelle nostre case. Ora, di qui però ad ingigantire tutto questo ne passa. Peraltro, durante tutta la fase di realizzazione io protestavo continuamente su alcune modalità costruttive, addirittura segnalando alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e in quel periodo tutta questa solerzia nel sostenermi in queste iniziative diciamo non l’ho vista, anzi ho visto il silenzio. Quindi per piacere, concentriamoci non sui piccoli accidenti di una mega struttura che si risolvono in mezz’ora».
A proposito di cose più serie, qualche paziente si è lamentato della mancata attivazione dell’emodinamica.
«Attualmente sono in servizio nell’unità operativa di cardiologia dei bravissimi professionisti emodinamisti a cominciare dal direttore dell’unità operativa. Ma non possono fare l’emodinamica pur avendo tutta l’attrezzatura perché si sta aspettando una deroga ministeriale. Perché non si sollecita il Ministero a darci questa “cartuccella”?»
Amati a che serve questa deroga ministeriale?
«Perché il numero complessivo delle emodinamiche in Puglia è prefissato. Se ne aggiungi una devi chiedere una deroga. Oppure se ne deve chiudere un’altra, assumendosi una responsabilità. Però purtroppo chi si occupa delle infiltrazioni d’acqua non lo sa nemmeno che c’è un numero massimo di emodinamiche. Oppure chiede di chiuderne qualche altra».
Amati poi ci sarebbe da aprire anche pneumologia e psichiatria.
«Per esempio non ci può essere la cardiologia senza la pneumologia e la pneumologia senza cardiologia perché quelle problematiche sono strettamente connesse. Spesso c’è un problema cardiaco con compromissione respiratoria. Quindi devono stare assieme e dare la possibilità di centralizzare con il 118 le persone in quell’ospedale. Adesso se il 118 va a Monopoli per un cittadino lì residente e riscontra un problema cardiaco e compromissione respiratoria, lo deve portare ad Bari. E se accade a Fasano, lo deve portare a Brindisi. Per Psichiatria ci deve essere un reparto che deve avere anche uno spazio interno per evitare la contenzione. e nel nuovo ospedale abbiamo un reparto di psichiatria meraviglioso con un bellissimo giardino interno».
Allora perché non si apre?
«Non si apre perché bisogna fare delle redistribuzioni nella rete ospedaliera».
Praticamente c’è bisogno di fare una scelta.
«Una scelta, politica, forse anche coraggiosa. Ma non solo in sanità, ovunque la vita è fatta di scelte. Si procede soltanto se sei in grado di decidere, di scegliere. Se passi la vita a parlare di infiltrazioni d’acqua e di distribuzione di bibite, vuol dire che innanzitutto non sai di che stai parlando e poi vuol dire che non vuoi scegliere. E quella mancata scelta in sanità, va contro i pazienti, in particolare quelli più poveri. E io mi schiero, anche prendendomi qualche critica, dalla parte della povera gente che non vuole sapere delle infiltrazioni d’acqua, ma vuole soltanto avere un ospedale efficiente».
