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Brindisi, Huvepharma acquista Euroapi: progetto da 100 mln e 13 posti di lavoro salvi

Per la Regione Puglia il closing rappresenta un passaggio decisivo. L’assessore Di Sciascio parla di un risultato che restituisce prospettiva concreta

Brindisi, Huvepharma acquista Euroapi: progetto da 100 mln e 13 posti di lavoro salvi

Un investimento da oltre 100 milioni di euro prova a riscrivere il futuro industriale di Brindisi. Con la firma del contratto di vendita dello stabilimento Euroapi alla farmaceutica bulgara Huvepharma si chiude una delle vertenze più delicate del polo chimico brindisino e prende forma un progetto che punta a salvaguardare circa 130 posti di lavoro, rilanciando uno dei siti produttivi più strategici del Mezzogiorno.

L’accordo, sottoscritto tra il gruppo francese Euroapi e il nuovo investitore, mette fine a una lunga fase di incertezza e prova a invertire la rotta in una provincia che negli ultimi anni ha pagato il prezzo più alto della deindustrializzazione, tra transizione energetica, ridimensionamento del comparto chimico e perdita di centinaia di posti di lavoro.

Per la Regione Puglia il closing rappresenta un passaggio decisivo. L’assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, parla di un risultato che restituisce una prospettiva concreta ai dipendenti e alle loro famiglie, evidenziando come l’operazione sia il frutto del lavoro svolto nei tavoli di crisi coordinati dal Comitato SEPAC, presieduto da Leo Caroli, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, di Confindustria Brindisi e dei dipartimenti regionali.

La sfida, tuttavia, comincia adesso. Si apre infatti la fase di transizione dalle produzioni Euroapi al nuovo piano industriale di Huvepharma. Saranno determinanti il confronto con i sindacati, il cronoprogramma degli investimenti e le garanzie occupazionali per l’intero organico.

La Regione assicura che accompagnerà il percorso con politiche attive del lavoro, formazione, riqualificazione professionale e sostegno agli investimenti in ricerca e innovazione, con l’obiettivo di trasformare una vertenza simbolo della crisi industriale in un’opportunità di rilancio per Brindisi e per l’intero sistema produttivo pugliese.