«La verità è un bene prezioso che non può essere nascosto»: le parole di don Francesco Mennea hanno segnato i funerali di Valentina Filannino, la giovane educatrice di Barletta morta tragicamente il 30 ottobre scorso. Un addio segnato non solo dal dolore dei familiari, ma anche dalla determinazione nel pretendere chiarezza sulle responsabilità del decesso. Alla commozione di familiari e amici si è unito un forte richiamo alla giustizia per chiarire le circostanze di una tragedia su cui la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati quattro medici.
Durante l’omelia, don Francesco Mennea ha ricordato Valentina come una giovane determinata, educatrice da poco laureata, che aveva affrontato con coraggio anche la scomparsa del padre. A toccare il cuore dei presenti è stata anche la lettera del nipote Mattia, che ha dedicato alla zia parole d’amore e di gratitudine per i momenti vissuti insieme.
Nel frattempo proseguono le indagini sulle ultime ore della donna, recatasi in ospedale per un forte dolore alla gamba. Nonostante gli accertamenti avessero evidenziato una tromboembolia polmonare, la 35enne era stata dimessa con una terapia domiciliare, prima di accusare un malore sulle scale di casa e spirare dopo ore di rianimazione. Per i dettagli dell’autopsia eseguita al Policlinico di Bari occorrerà attendere 90 giorni, mentre la famiglia, assistita dagli avvocati Alvisi e Capuano, attende che venga fatta piena luce sulla vicenda.
