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Trani, maxi operazione della Gdf: sequestri per 20 milioni di euro in due società e 65 denunce

I 65 indagati sono accusati di dichiarazione fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta distrattiva

Trani, maxi operazione della Gdf: sequestri per 20 milioni di euro in due società e 65 denunce

Un’inchiesta da 65 persone denunciate, 32 società «cartiere» coinvolte e beni mobili e immobili per un valore complessivo di 20 milioni di euro sequestrati. È il bilancio dell’operazione «Tesori d’Oriente», condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Barletta Andria Trani e coordinata dalla Procura di Trani, che ha portato alla luce una presunta frode fiscale con 80 imprese coinvolte e ramificazioni in diverse regioni italiane. I 65 indagati sono accusati, a vario titolo, di dichiarazione fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta distrattiva e dolosa. Chiesta infine all’Agenzia delle Entrate la cessazione di due partite Iva ancora attive. I sequestri, già convalidati dal Tribunale di Trani, hanno riguardato le società cartiere, le sedi delle due imprese tranesi e beni riconducibili ai rappresentanti legali di 47 aziende.

L’indagine è partita nell’agosto dello scorso anno da un controllo sulla sicurezza dei prodotti in una società di Trani gestita da persone di origine cinese. Gli accertamenti si erano conclusi con il sequestro di circa mille articoli non conformi agli standard di sicurezza previsti dal Codice del consumo. Ma all’interno dello stesso capannone i finanzieri hanno scoperto un’altra impresa, anch’essa gestita da cittadini cinesi e collegata alla prima attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda. Un’operazione che, secondo gli investigatori, avrebbe avuto lo scopo di sottrarre al Fisco un debito da 500mila euro.

Gli ulteriori approfondimenti sui rapporti commerciali, ritenuti anomali, con fornitori dislocati in varie parti d’Italia hanno quindi consentito di individuare altre 32 società che, tra il 2023 e il 2025, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 136 milioni di euro, con un’evasione fiscale superiore ai 30 milioni.