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Il presidente Mattarella torna in Puglia per il decennale della strage dei treni

«È stato il nostro undici settembre. Voi ve ne dimenticherete, noi non lo dimenticheremo mai». Le parole di un viaggiatore

Il presidente Mattarella torna in Puglia per il decennale della strage dei treni
(foto Ansa)

Dodici luglio 2016. Ore 11.07. «È stato il nostro undici settembre. Voi ve ne dimenticherete presto, noi non lo dimenticheremo mai». Nelle parole di un viaggiatore, pronunciate a caldo in quel drammatico martedì d’estate, c’è la fotografia esatta di un trauma collettivo che ha segnato la storia recente del Paese. Eppure, a dieci anni esatti da quel tragico disastro ferroviario, la profezia di quel passeggero è stata smentita: il dolore e le immagini strazianti di quegli istanti sono ancora drammaticamente vivi nella memoria di tutti.

L’impatto frontale tra due treni della Ferrotramviaria, avvenuto sulla tratta tra Andria e Corato allora ancora a binario unico, sbriciolò letteralmente i convogli. In un attimo rimase imprigionata per sempre la vita di 23 persone (studenti, pendolari e lavoratori) e altre cinquantuno rimasero ferite. Oggi il Paese si stringe ancora una volta attorno al dolore delle famiglie delle vittime. Sarà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a rendere loro omaggio, proprio come fece all’epoca partecipando ai funerali solenni. Oggi il Capo dello Stato torna ad Andria per il decennale, celebrato simbolicamente nel piazzale della stazione per riabbracciare una comunità profondamente colpita.

Il racconto drammatico di quell’incidente è racchiuso in una singola, spaventosa immagine che ha fatto il giro del mondo: lamiere accartocciate e polverizzate tra gli ulivi secolari della Puglia, con pezzi dei convogli volati per decine di metri nei campi ai lati dei binari. Poi il sangue, il silenzio della campagna interrotto dalle urla di disperazione dei superstiti. «Ho visto persone morte, altre che chiedevano disperatamente aiuto, altre che piangevano – raccontò uno dei primi soccorritori in quella mattinata di fuoco -. La scena più brutta della mia intera vita».

Mentre il numero delle vittime aumentava di ora in ora, la macchina dei soccorsi e della solidarietà si muoveva da ogni angolo d’Italia. Tanti artisti si mobilitarono per sollecitare la raccolta di sangue in favore dei feriti negli ospedali della zona. «Sangue sulla mia terra», scrisse in un tweet il cantante Biagio Antonacci. Contemporaneamente, la Procura di Trani avviò l’indagine per accertare le responsabilità. Sedici persone finirono a processo. Qualche mese fa la Corte di Appello di Bari ha confermato le sole condanne per il capostazione di Andria, che diede per telefono il via libera alla partenza del treno da Corato, e per il capotreno (l’altro morì nello scontro insieme ai due macchinisti) che autorizzò la partenza da Andria senza aspettare l’arrivo del primo convoglio. Un tragico «errore umano». Sono stati invece assolti tutti gli altri imputati, inclusa la società Ferrotramviaria e i suoi dirigenti, come avvenuto in primo grado.
uella tratta è rimasta chiusa per anni, con i lavori per il tanto atteso raddoppio della linea cominciati solo mesi dopo la tragedia e conclusi definitivamente nel 2023.

La Puglia, però, non dimentica e per il 12 luglio ha istituito ufficialmente la Giornata in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario, una data che, come ha sottolineato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, «ha segnato per sempre la storia di questa terra». Oggi, dunque, Andria commemora le vittime con una solenne cerimonia istituzionale. Nel box accanto, il programma ufficiale.

«La presenza del Capo dello Stato, che ha accolto l’invito della sindaca, costituisce un alto segno di vicinanza delle istituzioni repubblicane ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti e alle comunità pugliesi», ha commentato la sindaca Giovanna Bruno.
La cerimonia sarà trasmessa in diretta su RaiPlay e sul sito del Comune di Andria. Oltre alla cerimonia commemorativa istituzionale di oggi, sabato prossimo (18 luglio), alle ore 19, è in programma infine una cerimonia religiosa: nella Cattedrale di Andria il vescovo diocesano, mons. Luigi Mansi, che officiò le esequie nel 2016, celebrerà la santa messa in suffragio delle vittime.
La ferita di una comunità che si ritrova commossa attorno ai superstiti e ai congiunti delle vittime, a dieci anni di distanza è ancora aperta e continua a chiedere memoria.