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Bisceglie, Gemmato: «La sanità pugliese è spesso usata come macchina del consenso» – L’INTERVISTA

A Bisceglie, per Libri nel Borgo Antico, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato attacca la gestione della sanità pugliese, difende il privato convenzionato e punta il dito contro sprechi e assunzioni improprie

Bisceglie, Gemmato: «La sanità pugliese è spesso usata come macchina del consenso» – L’INTERVISTA

A Bisceglie, per Libri nel Borgo Antico, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato attacca la gestione della sanità pugliese, difende il privato convenzionato e punta il dito contro sprechi e assunzioni improprie. «La sanità deve curare le persone, non diventare uno strumento per generare consenso».

Sottosegretario, in Puglia c’è chi ha una visita specialistica prenotata nel 2028. È un problema di risorse o di organizzazione?

«È un problema organizzativo, risultato della deriva che il sistema sanitario regionale, soprattutto quello pugliese, ha avuto in questi anni. Sul recupero delle liste d’attesa la Puglia è ultima in Italia. Quando il presidente Decaro parla di una “fase 2”, bisogna ricordare che la fase 1 ci ha portati fin qui. È un problema strutturato negli anni di governo del centrosinistra».

La responsabilità, quindi, di chi è?

«La governance sanitaria è regionale. Il ministero della Salute ha funzioni di indirizzo e controllo e ha aumentato significativamente le risorse del Fondo sanitario nazionale. Ma in Puglia la sanità è stata vista troppo spesso come un volano per generare consenso anziché come uno strumento per curare le persone».

Se il pubblico mi dà una Tac tra sei mesi e il privato domani, perché non lasciare al cittadino la libertà di scegliere e far pagare il Servizio sanitario?

«È la prospettiva che stiamo introducendo. L’apporto del privato convenzionato può essere importante e il centrodestra non ha un approccio ideologico al tema. Al cittadino importa che la prestazione arrivi nei tempi giusti e resti gratuita, nel rispetto dell’universalismo del Servizio sanitario nazionale. È una strada prevista dalla legge e che stiamo finanziando».

Si parla sempre di soldi che mancano. Prima di chiedere ancora ai contribuenti, dove si può tagliare?

«Ci sono sprechi e aree di mancata performance. Penso ad assunzioni che non riguardano medici, infermieri, farmacisti, biologi o altre figure necessarie all’assistenza, ma personale amministrativo che ha poco a che fare con la gestione sanitaria e molto con la generazione del consenso. Ci sono poi vicende sulle quali sono in corso accertamenti giudiziari e opere costate molto più del previsto. È lì che bisogna intervenire. La magistratura accerti le responsabilità; la politica deve darsi un’etica nella gestione del denaro pubblico».

Decaro sostiene che non si possono aprire ospedali ovunque e assumere migliaia di medici. Ha ragione?

«La sanità pugliese vive una situazione molto difficile. Decaro dovrà presentare un piano credibile. Il ministero ha più volte richiamato la Regione. Altre realtà hanno dato segnali di ripresa, mentre la nostra sanità continua a peggiorare. Servono meno social, meno lacrime e più lavoro nell’interesse dei cittadini pugliesi».