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Strade, per Anas la Puglia snodo fondamentale: pronti quasi 4 miliardi di euro

È il precetto enunciato da Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, intervenuto alla rassegna “La Piazza”

Strade, per Anas la Puglia snodo fondamentale: pronti quasi 4 miliardi di euro

Nei prossimi anni la sfida sulle infrastrutture stradali si giocherà sulla capacità di trasformare la dotazione finanziaria in cantieri efficienti. È il precetto enunciato da Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, intervenuto alla rassegna “La Piazza”. In questo contesto il Mezzogiorno giocherà un ruolo fondamentale, con la Puglia chiamata ad avere una funzione importante nel panorama degli interventi di ammodernamento della rete stradale.

Sul territorio regionale, Anas gestisce una rete composta da 1.493 chilometri di strade statali, 752 chilometri di complanari, 952 opere d’arte tra ponti e viadotti, e 32 gallerie. Per sostenere questo snodo cruciale per il turismo e l’industria pugliese, sono stati programmati investimenti complessivi per oltre 3,8 miliardi di euro, con la fetta più consistente, pari a 3,472 miliardi di euro, destinata a finanziare le nuove opere, mentre 366 milioni di euro saranno dedicati alla cura, al ripristino e alla manutenzione straordinaria dei tratti viari in esercizio.

La programmazione

Tra gli interventi strategici pugliesi, Gemme ha citato progetti storicamente attesi dal territorio per garantire collegamenti più veloci e ridurne l’incidentalità, tra questi figurano il potenziamento e la messa in sicurezza della statale 89 Garganica e della tangenziale di Foggia, i lavori sulla statale 16 Adriatica e i cantieri per la statale 275 Maglie-Santa Maria di Leuca e la statale 7ter Salentina. Interventi strategici perché, come ha ricordato l’amministratore delegato di Anas: «La Puglia rappresenta uno dei territori più dinamici del Mezzogiorno e può contare su grandi potenzialità nei settori del turismo, della logistica e delle attività produttive».

Il contesto

Ma gli investimenti in Puglia rientrano in una strategia più ampia che coinvolge il Mezzogiorno. ha ricordato Gemme: «Nel Sud e Isole, che coprono quasi il 55% della nostra rete, si concentrano investimenti su base pluriennale per 47,9 miliardi di euro, di cui 40,5 miliardi per nuove opere e 7,4 miliardi per la manutenzione programmata. Un impegno senza precedenti che punta a migliorare l’accessibilità dei territori, rafforzare i collegamenti con porti, aree produttive e piattaforme logistiche e sostenere la competitività del sistema economico meridionale».

Una prospettiva che rientra nella più vasta visione e opportunità di sviluppo della Zona economica speciale, tanto da esserne il titolo del panel della rassegna organizzata da Piazza Affari, dal titolo “Zes, infrastrutture e Sud: il futuro del territorio”.