Disponibilità ‘liquide’ su depositi bancari, quote societarie e beni mobili e immobili, per un valore di circa 30 milioni di euro, sono state sequestrate da militari della Guardia di finanza della Bat a un gruppo di imprenditori riferibili ad uno stesso nucleo famigliare. L’inchiesta ha portato alla luce un meccanismo complesso di evasione fiscale mediante la creazione e la gestione di una galassia di società o ‘super società di fatto’, riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso gruppo di affari.
Gli imprenditori avrebbero costituito società ‘cartiere’, società operanti nel settore del commercio ittico all’ingrosso e società ‘cassaforte’, queste ultime custodi di immobili e mobili in cui venivano investite e schermate le ricchezze accumulate illecitamente. Pur formalmente distinte e separate tra loro, avrebbero operato per gestire le attività fraudolente in modo unitario, e anche al fine di frammentare il patrimonio e nascondere il reale centro degli affari. Le società cartiere, intestate a prestanomi, venivano utilizzate per consentire ad altre società della galassia, amministrate dai membri del gruppo famigliare, di realizzare una evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva, mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, accertate per circa 60 milioni di euro, così determinando il drenaggio di ingenti somme di denaro in favore di quelle società, operative direttamente o indirettamente e riconducibili ai membri del gruppo.
Le società cartiere, dopo aver accumulato ingenti debiti tributari, venivano poste in liquidazione volontaria e fatte cessare, per eludere la responsabilità dei reali artefici della frode fiscale, nonché per sottrarsi a qualsiasi titolo esecutivo di richiesta debitoria. Per nascondere la provenienza illecita dei proventi e sottrarli al fisco, sono state costituite specifiche società fiduciarie per schermare la titolarità dei beni immobili/mobili e natanti in cui sono stati investiti i proventi illeciti. I riscontri e gli accertamenti finanziari eseguiti nel corso delle indagini hanno portato alla contestazione a sette persone di ipotesi di reato, in concorso tra loro, di natura fallimentare e fiscale.
In particolare si tratta di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. La Procura della Repubblica di Trani, in base agli indizi, ha proposto ed ottenuto dal gip del Tribunale il sequestro preventivo impeditivo e per equivalente finalizzato alla confisca.
Il provvedimento ha riguardato 10 immobili, 36 auto, una imbarcazione di lusso, 29 quote di partecipazioni societarie, denaro contante, 83 conti correnti, monili d’oro ed ulteriori beni di ingente valore economico.










