Arrivano le prime sentenze di merito sulla violenta guerra di mala che per mesi ha insanguinato il nord Barese per il controllo dei traffici illeciti. Nella giornata di oggi, mercoledì 22 luglio, il GUP del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, ha pronunciato la sentenza del processo scaturito dalla nota inchiesta denominata “San Sabino”, che nel luglio 2025 aveva portato all’arresto di 11 persone a Canosa di Puglia.
Il bilancio del giudizio è di otto condanne e un’assoluzione, per un gruppo di imputati di età compresa tra i 20 e i 50 anni ritenuti vicini a due fazioni criminali opposte in lotta per l’egemonia delle piazze di spaccio cittadine.
Le pene e le accuse principali
Le condanne più pesanti sono state inflitte ai soggetti ritenuti responsabili di aver pianificato un agguato mortale poi sventato in extremis dall’intervento dei Carabinieri:
- Andrea Sorrenti: 12 anni e 6 mesi di reclusione;
- Andrea Tarantino: 10 anni di reclusione;
- Luca D’Agrezia: 8 anni di reclusione.
I tre sono stati riconosciuti colpevoli in concorso dei reati di tentato omicidio, ricettazione e detenzione abusiva di armi da fuoco ed esplosivi.
Per gli altri cinque imputati coinvolti a vario titolo nelle attività di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti — Francesco Lorusso, Michael Petroni, Danial Luchkov Slavchev, Donato Petroni e Angela Murante — il giudice ha disposto pene comprese tra i 15 e i 32 mesi di reclusione.
L’unico prosciolto è Michele Lorusso, assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Soddisfazione è stata espressa dai legali difensori Saverio Santangelo e Riccardo d’Avanzo, i quali hanno inoltre annunciato ricorso in appello presso la Corte di Bari per la posizione del co-assistito Francesco Lorusso una volta rese note le motivazioni della sentenza.
