Bisceglie si trasforma in una trincea politica dove l’urbanistica non è più solo una questione di mattoni e metri cubi, ma il terreno di uno scontro durissimo. Al centro della bufera ci sono i Programmi integrati di rigenerazione urbana, approvati nell’ultimo Consiglio comunale tra scintille, scambi di accuse e conteggi millimetrici dei voti.
A scatenare l’incendio è il consigliere d’opposizione Francesco Spina, che parla di «opacità amministrativa» e «rischio di speculazione». Secondo Spina, l’amministrazione guidata dal sindaco Angarano starebbe procedendo a colpi di varianti in deroga al Piano regolatore, spostando volumetrie e consentendo la nascita di nuovi palazzi dove prima non era possibile.
Il tutto, incalza l’ex primo cittadino, senza l’approvazione del nuovo Piano urbanistico generale che definirebbe regole uguali per tutti, lasciando spazio a scelte arbitrarie su quali progetti premiare. Ma l’attacco di Spina è anche politico: l’approvazione del provvedimento con soli undici voti favorevoli e il no del consigliere di maggioranza Di Tullio certificherebbero lo «sgretolamento» della coalizione di governo, ridotta ormai a una «maggioranza ad assetto variabile».
La replica dell’amministrazione non si è fatta attendere ed è affidata all’assessore all’Urbanistica e vicesindaco Angelo Consiglio, che respinge ogni insinuazione rimandando le accuse al mittente. Consiglio difende con forza l’operato della Ripartizione tecnica ed evidenzia come i procedimenti siano stati istruiti in anni di lavoro trasparente, con il vaglio della Regione Puglia e la verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale. Nessuna ombra e nessuna speculazione, ribadisce il vicesindaco, elencando le opere pubbliche previste dai piani: un parco con pista ciclabile, aree per la sicurezza idraulica e il suolo destinato a un nuovo asilo nido. Quanto ai numeri in aula, per la giunta non c’è alcuna crisi: gli undici voti rappresentano la tenuta della maggioranza e la scelta di Di Tullio fa parte di un confronto interno ben lontano dallo strappo. Tra carte bollate e affondi verbali, la battaglia sull’assetto futuro della città è appena cominciata.
