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Barletta, via al co-housing per disabili in beni confiscati alla criminalità

Il progetto, finanziato con i fondi del Pnrr nell’ambito della Missione 5 denominata “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”,

Barletta, via al co-housing per disabili in beni confiscati alla criminalità

Tre appartamenti sottratti alla criminalità organizzata diventano una struttura all’avanguardia per l’autonomia delle persone con disabilità: apre a Barletta un nuovo servizio di co-housing inclusivo destinato a dieci beneficiari. Il progetto, finanziato con i fondi del Pnrr nell’ambito della Missione 5 denominata “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”, nasce per offrire un’opportunità concreta di emancipazione abitativa e sociale. Gli immobili riqualificati – un ampio appartamento in via Sant’Antonio e due alloggi collocati nel complesso residenziale “Approdo” – sono stati dotati di avanzate tecnologie domotiche e resi del tutto privi di barriere architettoniche, trasformando vecchi simboli del potere criminale in presidi permanenti di welfare, legalità e lavoro.


L’intervento edilizio e tecnologico ha permesso di adeguare la totalità degli ambienti agli standard più elevati di accessibilità, sicurezza e sostenibilità energetica. All’interno delle strutture opera un’équipe multidisciplinare specializzata che affiancherà costantemente gli ospiti nella gestione quotidiana. L’iniziativa non si limita alla sola dimensione residenziale e domestica: sono infatti previsti specifici percorsi formativi di orientamento e avviamento al lavoro pensati per favorire l’integrazione professionale dei ragazzi. I beneficiari hanno già completato moduli dedicati alle competenze digitali con il rilascio di certificazioni e la consegna di dispositivi informatici ad uso personale.
Il modello organizzativo si fonda su un percorso flessibile e strutturato per gradi.

La fase iniziale dell’esperienza abitativa prenderà il via all’interno del grande immobile di via Sant’Antonio; successivamente, man mano che i partecipanti consolideranno la propria indipendenza e raggiungeranno livelli superiori di autogestione, ciascuno potrà liberamente scegliere di sperimentare una dimensione di vita pienamente autonoma trasferendosi nei due appartamenti di metratura più contenuta situati nel complesso “Approdo”.
La riconversione dei patrimoni confiscati dimostra la forza dello Stato e la determinazione delle istituzioni nel restituire alla collettività gli spazi sottratti alle mafie, trasformandoli in risorse di primaria utilità per il territorio. Come evidenziato dal sindaco Cosimo Cannito e dall’assessora ai Servizi sociali Magdala Spinazzola, si tratta di un intervento dal profondo valore sociale ed etico, concretizzato grazie al lavoro costante svolto dagli uffici dei Servizi Sociali. Il taglio del nastro si terrà domani, 4 agosto, alla presenza del prefetto della Bat Flavia Anania, del procuratore capo del Tribunale di Trani Renato Nitti e del questore Alfredo Fabbrocini.