L’inchiesta sul presunto giro di tangenti legato agli appalti della Asl Bari si allarga e punta oltre le procedure già finite sotto la lente della Procura. Tra le tredici persone attualmente indagate figura anche il presidente del Bisceglie Calcio, l’imprenditore Antonio Mari, il cui coinvolgimento si inserisce nel quadro degli accertamenti ancora in corso. La sua iscrizione nel registro degli indagati non implica ancora responsabilità accertate.
Il terzo filone investigativo ha portato la Procura della Repubblica di Bari a chiedere misure cautelari per sette persone e a iscriverne altre sei nel registro degli indagati. Ora gli investigatori intendono estendere le verifiche anche agli altri contratti pubblici nei quali compaiono gli stessi soggetti, tra imprenditori, tecnici e funzionari. L’obiettivo è passare al setaccio gli appalti nei quali i tredici indagati avrebbero avuto un ruolo, per ricostruire i rapporti tra i protagonisti delle procedure, le modalità di assegnazione degli incarichi e gli eventuali collegamenti tra le diverse gare.
Gli approfondimenti dovranno chiarire se le presunte irregolarità contestate siano circoscritte agli affidamenti già esaminati oppure se emergano ulteriori elementi. Nel frattempo, la vicenda ha prodotto conseguenze anche sul piano amministrativo. La Asl Bari ha disposto la sospensione di due propri dipendenti per i quali la Procura ha chiesto l’arresto. Il provvedimento, firmato dal direttore generale Luigi Fruscio, ha interessato anche due lavoratori di Sanitàservice, società interamente partecipata dall’azienda sanitaria. Per tutti e quattro è stato avviato il procedimento disciplinare.
In una nota, la Asl sottolinea di disporre di un sistema interno di controllo, monitoraggio e prevenzione della corruzione. In presenza di elementi che facciano ipotizzare possibili irregolarità, l’azienda dichiara di attivare verifiche amministrative e segnalazioni alle autorità competenti, a tutela delle risorse pubbliche e della legalità. L’inchiesta entra dunque in una fase di approfondimento, con verifiche potenzialmente estese a un numero più ampio di affidamenti. Le richieste cautelari e le iscrizioni nel registro degli indagati non equivalgono a condanne: saranno gli sviluppi investigativi e le successive valutazioni giudiziarie a chiarire le eventuali responsabilità individuali.
