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Andria: via Canosa, addio verde pubblico per un nuovo centro commerciale

Un «muro di silenzio» che rischia di trasformarsi in una colata di cemento alla periferia della città. È la denuncia dell’Intergruppo consiliare «Cultura, salute e ambiente» sull’Accordo di programma per l’apertura di una struttura commerciale di medie dimensioni su via Canosa. L’attacco: procedure «deviate» Al centro delle critiche la procedura che ha bypassato il dibattito…
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Un «muro di silenzio» che rischia di trasformarsi in una colata di cemento alla periferia della città. È la denuncia dell’Intergruppo consiliare «Cultura, salute e ambiente» sull’Accordo di programma per l’apertura di una struttura commerciale di medie dimensioni su via Canosa.

L’attacco: procedure «deviate»

Al centro delle critiche la procedura che ha bypassato il dibattito pubblico. Inizialmente presentato in base alla legge regionale per la variante urbanistica – che impone il passaggio in Consiglio Comunale – il progetto è stato successivamente dirottato («su suggerimento dell’Ufficio», segnala l’Intergruppo) verso l’articolo 34 del Testo unico degli Enti locali (cioè l’Accordo di programma). Il sospetto dell’intergruppo è che si sia voluta accelerare la pratica evitando il confronto politico. L’operazione, inoltre, comporterebbe un danno economico per l’ente. Il Comune, pur in difficoltà finanziaria, avrebbe rinunciato a incassare oneri di urbanizzazione diretti, accettando invece opere «in scomputo» e ignorando il diritto di incamerare il 50% del maggior valore acquisito dagli immobili dopo il cambio di destinazione d’uso.

L’antefatto

L’area coinvolta (tra via Canosa, viale Ausonia e viale dei Comuni di Puglia, inserita nel Piano di zona 167) è destinata a verde pubblico e attrezzature sportive per il quartiere San Valentino. La proposta di un privato per realizzare una struttura commerciale di tipo M2 origina le perplessità dell’Intergruppo. Nonostante il quartiere attenda da decenni servizi essenziali e luoghi di aggregazione, l’amministrazione persegue la variante urbanistica in assenza – stando alla denuncia – di una delibera di Giunta o di un atto di indirizzo politico che giustificasse l’interesse pubblico dell’operazione.

La richiesta di trasparenza

L’intergruppo chiede che l’intero carteggio venga reso accessibile a tutti i cittadini e che il Consiglio comunale torni a essere il luogo della decisione. «La rigenerazione urbana non può essere cementificazione», concludono i consiglieri, invocando una politica che non operi in stanze chiuse, ma alla luce del sole.

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