Un poliziotto in servizio nella Questura di Barletta-Andria-Trani è stato sospeso dal servizio per sei mesi con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
L’agente è indagato, insieme ad altri due colleghi. Il provvedimento di sospensione è stato emesso dal Tribunale di Trani, che ha parzialmente accolto la richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito dell’interrogatorio preventivo che si è tenuto nei giorni scorsi.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dal Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile della Questura della sesta provincia pugliese, nasce dalla segnalazione effettuata dall’Ufficio sanitario provinciale in merito ad alcune difformità relative all’«utilizzo indiscriminato», si legge in una nota della polizia, dei permessi per assistenza a persone diversamente abili.
Stando a quanto emerso, i poliziotti indagati avrebbero sfruttato illegittimamente i benefici previsti dalla legge 104 per l’assistenza ai propri familiari portatori di handicap.
In particolare, spiega la Questura della Bat in una nota, «è stato accertato come i poliziotti coinvolti richiedevano sistematicamente dei permessi retribuiti per assistere il familiare con disabilità – strumento assistenzialistico previsto, appunto, dalla legge 104/92 – per svolgere in realtà attività di carattere personale».
A due dei tre indagati, inoltre, «è stata contestata l’assenza dei requisiti previsti per l’ottenimento dei permessi di congedo straordinario nei casi in cui vi è una stabile convivenza con il parente affetto da disabilità. I pedinamenti e l’analisi delle celle telefoniche hanno accertato come gli indagati vivessero, contrariamente a quanto dichiarato, in abitazioni diverse rispetto al proprio assistito, venendo quindi meno il requisito della coabitazione richiesto dalla legge».
Le indagini sono state condotte attraverso servizi di sorveglianza, l’installazione di videocamere e di dispositivi di tracciamento satellitare.









