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Andria, il regalo per Giulia: la lettera al Presidente Mattarella e quella telefonata inaspettata

Andria, il regalo per Giulia: la lettera al Presidente Mattarella e quella telefonata inaspettata
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lasciato il luogo della cerimonia organizzata in occasione del decennale della strage ferroviaria avvenuta sulla linea Andria-Corato che provocò, il 12 luglio 2016, 23 morti e 51 feriti. Il Capo dello Stato ha salutato con strette di mano e qualche bacio i famigliari delle vittime, ai quali ha rivolto parole di conforto. Poi si è fermato davanti alla statua scultorea dal titolo ‘La Comunità’ del maestro Cosimo Giuliano, che viene inaugurata oggi, che rappresenta la forza che emerge quando le persone si stringono le une alle altre di fronte al dolore. ANSA/UFFICIO STAMPA QUIRINALE/PAOLO GIANDOTTI +++FOTO DIFFUSA DALL’UFFICIO STAMPA – USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO – NON ARCHIVIARE – NON VENDERE – NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI – NPK+++

Una bambina di Andria di nome Giulia e affetta da Sma ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che poi l’ha chiamata al telefono. È quanto fa sapere la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, in un post pubblicato sui social in cui fa anche gli auguri di buon compleanno al Presidente. La piccola lo scorso 12 luglio non ha potuto partecipare alla cerimonia per il decennale del disastro ferroviario alla presenza del Capo dello Stato.

E così, gli ha fatto arrivare una letterina tramite la prima cittadina. «Giulietta, la nostra principessa affetta da Sma, nell’impossibilità di esserci quella mattina in piazza le ha scritto una letterina che – riferisce la sindaca – abbiamo consegnato e lei, l’ha letta e l’ha amorevolmente chiamata». Giovanna Bruno ringrazia Mattarella «per aver chiamato personalmente Giulia qualche giorno fa, facendo squillare il telefono della incredula mamma Giusy. Lo spessore di un uomo non è il suo ruolo, ma il suo stile. La sua umanità».

«E a te, Giulietta, che oggi sei a Roma per uno dei tuoi ricoveri – conclude la sindaca – un grandissimo abbraccio, più forte della tua infinita forza, disarmante come il sorriso e la positività dei tuoi fantastici genitori», conclude.