Una dipendente dell’Università della Basilicata è stata sospesa dal servizio per un anno dopo essere finita sotto indagine per appropriazione indebita e truffa.
La misura interdittiva è stata emessa dal gip del Tribunale di Potenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ed eseguita dalla Guardia di finanza che ha condotto le indagini, da cui sarebbero emerse «presunte irregolarità nella gestione economico-finanziaria del Cral», il Circolo ricreativo aziendale dei lavoratori dell’Università della Basilicata.
Per la donna, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di beni per 331mila euro.
Secondo l’accusa, l’indagata, in qualità di tesoriera del Cral, si sarebbe appropriata di 42.346,94 euro attraverso il riutilizzo del conto corrente e della carta postamat dell’associazione per finalità estranee agli scopi associativi.
Le indagini «hanno inoltre consentito di ipotizzare una distinta condotta di truffa ai danni di Wind Tre, consistita nell’acquisto di 248 telefoni cellulari a prezzo agevolato, apparentemente destinati ai soci del Cral ma, in realtà, rivenduti a terzi» con un danno quantificato in 288.957 euro.
