La manutenzione del verde urbano è competenza dei Comuni e la gestione ora più che mai, alla luce di eventi tragici, è un tema complesso e delicato. Ne sa qualcosa l’assessore all’Ambiente del comune di Bari, Elda Perlino, a Vienna in attesa di un volo per Riga dove partecipa a un convegno Interreg in cui Bari è partner.
Assessore ma perché a Vienna gli alberi non cadono e in Puglia sì?
«Non è un fenomeno solo barese o pugliese, perché purtroppo sono morte altre due persone di recente. Nel giro di un anno abbiamo avuto una persona morta, in un parco a Roma e un’altra a Genova sempre per lo schianto dei pini, che sono alberi che purtroppo non si flettono come le palme, non sono elastici, non hanno radici forti come le querce, sono alberi che si schiantano nel vero senso della parola. Si tratta di alberi che sono stati piantati quando non c’erano le conoscenze che si hanno oggi ma soprattutto non c’erano gli effetti dei cambiamenti climatici. Gli alberi piantati nelle nostre città sono soprattutto i pini che rivengono dalla forestazione di Mercadante, da un’operazione per cui questi erano dati dalla forestale in tutte le città d’Italia, non solo a Bari. Ma sono alberi che convivono molto a fatica con la vita delle città».
Che cosa si intende per vita delle città?
«Intendiamo una vita dove per la sicurezza, per la qualità della mobilità abbiamo bisogno di manutenere le strade, riasfaltandole, abbiamo bisogno di avere dei servizi verticali, semaforici, cartellonistica e questo spesso ha danneggiato le radici per non parlare delle attività di costruzione. Una settimana fa sono stati tolti due pini in Corso Sicilia, uno dei quali era praticamente un pino che aveva tutte le radici recise dai lavori in un cantiere. E poi non dimentichiamo l’età di questi pini, alberature che sono state messe nel secolo precedente. E un pino non vivere più di 100-150 anni».
Quindi vanno eradicati tutti i pini?
«È una domanda per la quale non ho una risposta. Dico che noi costantemente monitoriamo il nostro patrimonio arboreo, che comunque conta più di 35.000 alberi nella città di Bari, escludendo quelli dei parchi come Lama Balice. Non possiamo monitorarli tutti, ma vengono attenzionati dal settore giardini, Ogni giorno ci confrontiamo con un patrimonio in una situazione di equilibrio instabile. Quando arriviamo a una situazione in cui il fusto è troppo vuoto o la radice è instabile, immediatamente ricorriamo alla demolizione».
Non crede che comunque quando avvengono certe disgrazie la responsabilità non siano solo degli eventi atmosferici?
«Certo non è pensabile che cinque persone possano stare su tutti e 35.000 alberi. Stiamo studiando metodi innovativi e tecnologici come il laser scanner e attraverso una sensoristica capace di misurare le vibrazioni per monitorare l’intero patrimonio arboreo e intervenire tempestivamente. Non dimentichiamo che i pini sono anche elemento identitario del territorio».