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Variante della strada statale 16, tre sindaci del Barese contro il progetto dell’Anas

Inizialmente l’opposizione al progetto dell’Anas di variante della statale 16 era stata soltanto quella del sindaco del comune di Noicattaro, Raimondo Innamorato, in un secondo momento anche Triggiano aveva preso le distanze da quel progetto e infine anche il comune di Mola. Conclusione adesso a non volere quel progetto caldeggiato dal governatore di Puglia, Antonio…
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Inizialmente l’opposizione al progetto dell’Anas di variante della statale 16 era stata soltanto quella del sindaco del comune di Noicattaro, Raimondo Innamorato, in un secondo momento anche Triggiano aveva preso le distanze da quel progetto e infine anche il comune di Mola.

Conclusione adesso a non volere quel progetto caldeggiato dal governatore di Puglia, Antonio Decaro, ingegnere che fra l’altro ha lavorato all’Anas, sono i tre sindaci, Innamorato, Toscano e Colonna con le rispettive comunità di Noicattaro, Triggiano e Mola di Bari.

Ieri c’’è stato un sopralluogo con i funzionari della Soprintendenza nelle zone in cui passerà il tracciato della nuova strada e domenica scorsa, termine ultimo, sono state presentate osservazioni al ministero dell’Ambiente a cui sostanzialmente è stata presentata una proposta alternativa che in buona parte prevede l’allargamento in sito della statale esistente.

Nel 2022 l’Anas aveva presentato tre alternative e alla fine della conferenza di servizi si sceglie la terza: un tracciato a 6 corsie che parte da via Fanelli all’altezza di Mungivacca e subito dopo devia verso Sud disegnando una esse.

Si allinea al corridoio definito a nord dall’area produttiva-commerciale di Ikea e a sud dalla nuova linea ferroviaria Bari sud, che affianca per tre chilometri. Dopo una serie di curve, il tracciato ha una pendenza costante discendente che ricalca quella ferroviaria. Supera con un viadotto lama San Giorgio, poi si abbassa progressivamente di quota e con una galleria sottopassa la provinciale 60 Triggiano-San Giorgio. Quindi costeggia l’abitato di Triggiano e subito dopo la lama Giotta si sviluppa in trincea, fra i 2 e i 3 metri sotto il piano campagna, rispetto al quale poi risale di 3/4 metri per poi riavvicinarsi alla statale 16, alla quale si riconnette all’altezza di Mola. Prevede 4 viadotti per una lunghezza di 935 metri e 7 gallerie per una lunghezza complessiva di 800 metri. In totale si sviluppa per 19,6 chilometri con l’obiettivo di decongestionare il traffico, abbattendo del 55% i volumi di traffico, di ridurre gli incidenti e di limitare l’inquinamento cittadino, specie a Bari.

Il costo stimato, che nel 2022 era di 405 milioni di euro, nel 2023, quando lo approva il consiglio superiore dei lavori pubblici, sale a 585,5 milioni e ora è lievitato a 903 milioni. Uno dei punti più controversi, contestato da varie associazioni ambientaliste è proprio il viadotto stradale e ferroviario che taglierebbe trasversalmente la lama San Giorgio, uno scrigno di biodiversità unico e soprattutto con il tracciato stradale che sfiorerebbe le abitazioni circostanti. Trascorrono due anni e il ministro dell’Ambiente, prima di dare il via a settembre scorso ha presentato una sfilza di richieste di integrazione. «Studi maggiormente approfonditi riguardo l’aspetto ambientale e naturalistico dell’area», per il ruolo che le due lame attraversate rivestono per il passaggio degli uccelli migratori. Altri aspetti come la presenza di cavità carsiche. Rilievi che le associazioni da anni mobilitate contro l’opera, da Fronte Verde a Legambiente, considerano un accoglimento pieno dei loro rilievi.

Ora i tre sindaci parlano di «rischi sanitari, ambientali e idrogeologici non mitigati, basandosi su dati parziali e metodologie ampiamente discutibili». E chiedono al Ministero di «sospendere l’iter autorizzativo o di emettere parere negativo». Propongono una soluzione alternativa che è quella già elaborata da Marco Martens, l’ingegnere che fu chiamato da Virginia Raggi, ex sindaca di Roma. Lo studio individua soluzioni per ridurre costi e impatto ambientale. Da Torre a Mare a Mola, per esempio, «esiste lo spazio per l’allargamento in sede da quattro a 6 corsie» e si propone uno sdoppiamento, andando in variante verso l’interno per la carreggiata in direzione Brindisi e riducendo da 4 a 3 le corsie verso Bari. Il progetto suggerisce anche una variante alla linea ferroviaria del nodo Bari sud, i cui lavori sono in corso. Per il sindaco Toscano è un’alternativa percorribile. Perché permette di «salvaguardare la lama San Giorgio, che con il progetto attuale è sfregiata. E di migliorare la qualità della vita»

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