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Isole Tremiti, ecco “SeaTrace”: la lotta ai rifiuti diventa digitale e si fa con i droni

Droni, raccolta sul campo e certificazione blockchain per monitorare inquinamento marino da plastiche. Un laboratorio a cielo aperto per sperimentare

Isole Tremiti, ecco “SeaTrace”: la lotta ai rifiuti diventa digitale e si fa con i droni

Una bottiglia di plastica che galleggia tra le onde del mare Adriatico può sembrare soltanto un rifiuto. Eppure, grazie alle nuove tecnologie, quel frammento di inquinamento può trasformarsi in un dato certificato, tracciabile e utile per misurare concretamente l’impegno nella salvaguardia degli ecosistemi marini. Accadrà il prossimo 13 giugno alle Isole Tremiti, dove sarà presentato SeaTrace, un innovativo sistema digitale sviluppato da Innovation Sea e The Nest Company, in collaborazione con TreeBlock. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come innovazione tecnologica e tutela ambientale possano lavorare insieme per affrontare una delle emergenze più diffuse dei nostri mari: l’inquinamento da rifiuti.

La situazione

Ogni anno tonnellate di plastica e materiali di scarto finiscono negli oceani, minacciando biodiversità, habitat marini e attività economiche legate al mare. Uno dei problemi principali è la difficoltà nel monitorare in modo trasparente e verificabile le operazioni di recupero. SeaTrace punta proprio a colmare questa lacuna. Durante la dimostrazione alle Tremiti, i partecipanti potranno osservare l’intero percorso che trasforma un rifiuto recuperato in mare in un’informazione certificata. Attraverso droni e sistemi di monitoraggio avanzati saranno individuate le aree maggiormente interessate dalla presenza di rifiuti. Successivamente entreranno in azione le squadre operative che provvederanno alla raccolta, alla catalogazione e alla pesatura dei materiali recuperati.

La procedura

Ogni oggetto raccolto verrà registrato tramite un’applicazione dedicata che ne documenta tipologia, peso e posizione geografica. Le informazioni saranno poi archiviate e certificate attraverso la tecnologia blockchain, rendendole immutabili e verificabili nel tempo. La lotta all’inquinamento marino non può basarsi soltanto sulla buona volontà. Sempre più spesso istituzioni, imprese e cittadini chiedono dati affidabili per valutare l’efficacia delle azioni ambientali e orientare investimenti e strategie di sostenibilità. In questo contesto, la blockchain assume un ruolo particolarmente interessante.

Associata spesso al mondo delle criptovalute, questa tecnologia trova oggi applicazioni anche nella tutela ambientale, perché consente di certificare informazioni senza possibilità di alterazione successiva. Ciò significa che le attività di recupero dei rifiuti possono essere documentate in modo trasparente e utilizzate all’interno dei bilanci di sostenibilità e dei processi di rendicontazione Esg delle aziende.

L’arcipelago delle Tremiti, uno dei gioielli naturalistici dell’Adriatico, diventa così un laboratorio a cielo aperto per sperimentare nuovi strumenti di protezione del mare. Da oltre vent’anni InnovationSea opera nella tutela degli ecosistemi marini, mentre TreeBlock ha sviluppato una piattaforma che permette a imprese e organizzazioni di sostenere economicamente le attività di raccolta e di monitorarne i risultati. L’obiettivo non è soltanto recuperare rifiuti, ma costruire un modello replicabile in altri territori costieri. Un sistema capace di mettere in rete operatori ambientali, istituzioni, aziende e comunità locali attraverso dati condivisi e certificati.