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Una mamma e due papà, a Bari riconosciuta la genitorialità multipla. Arcigay: «Vittoria per i diritti»

Per la prima volta nella storia del diritto italiano, un bambino è stato ufficialmente riconosciuto come figlio di tre genitori: la madre biologica e due padri. A stabilirlo è stata una sentenza della Corte d’Appello di Bari, che ha ordinato la trascrizione integrale dell’atto di nascita, superando l’opposizione precedentemente sollevata da un Comune pugliese.

Il caso: dalla Germania alla Puglia

La vicenda riguarda un bambino di 4 anni nato in Germania. Il progetto genitoriale è frutto di un accordo tra una donna e una coppia di uomini (un cittadino tedesco e uno italiano originario della Puglia), legati da una profonda e lunga amicizia. In Germania, il piccolo era stato riconosciuto alla nascita dalla madre e dal padre biologico; successivamente, il compagno di quest’ultimo aveva ottenuto il riconoscimento formale grazie alle leggi tedesche che permettono l’adozione in contesti di genitorialità condivisa.

Il conflitto legale è scoppiato quando la famiglia ha chiesto di trascrivere l’atto anche in Italia, nel comune di residenza del padre italiano. Di fronte al rifiuto dell’ufficio anagrafe, è iniziato un iter giudiziario conclusosi oggi con la decisione dei giudici baresi, che hanno anteposto la tutela del legame affettivo esistente alle rigide definizioni burocratiche.

Arcigay: «Il diritto deve stare al passo»

L’Arcigay ha accolto la notizia con estremo favore. «Salutiamo con entusiasmo una sentenza che accoglie un nuovo modello di famiglia e che ci aiuta a ripensare le relazioni di cura nel nostro contemporaneo», ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario generale dell’associazione.

Secondo Piazzoni, la pronuncia della Corte d’Appello non è solo una vittoria privata, ma un messaggio politico: «Questa sentenza fotografa una relazione di cura vera e diffusa, che coinvolge e responsabilizza tutte le persone del progetto genitoriale. È un segnale chiaro al legislatore: le famiglie sono cambiate e il diritto deve stare al passo con la realtà sociale, garantendo ai bambini il riconoscimento di tutti i legami che li sostengono».

La decisione della Corte d’Appello di Bari rappresenta ora un precedente di rilievo nel panorama giuridico italiano, aprendo il dibattito sulla necessità di una riforma che riconosca la pluralità delle forme familiari moderne.

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