Più di quattro decenni a presidio della sperimentazione sonora, della ricerca fuori dai canoni commerciali e del dialogo tra le arti. Taglia il traguardo della sua 41esima edizione Time Zones – Sulla via delle musiche possibili, uno dei festival d’avanguardia più longevi d’Italia, presentato questa mattina a Palazzo di Città e pronto a scandire l’autunno culturale pugliese attraverso 18 giornate di programmazione, doppi concerti ed eventi multidisciplinari tra Bari, Bitonto e Gioia del Colle.
«È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale e un catalogo di proposte volutamente disomogenee, un termine di paragone rispetto al mainstream ma anche un luogo di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi», ha spiegato il direttore artistico Gianluigi Trevisi. Un valore identitario rimarcato dall’assessora comunale alle Culture, Paola Romano: «Siamo orgogliosi di sostenere un pilastro dell’offerta culturale barese che, pur dopo 41 anni, non perde la curiosità di innovare, portando in città il meglio della scena internazionale e offrendo al pubblico strumenti per interrogarsi sui grandi temi dell’attualità».
Il programma e tutti gli artisti
Il sipario si alzerà con la tradizionale anteprima di fine estate in programma sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno: una serata incentrata sulle rotte del modern classical che vedrà protagonisti il pianista e compositore parigino d’adozione Maurizio Minardi e la newyorkese Kelly Moran, celebre per le sue esplorazioni tra pianoforte preparato, elettronica e suggestioni visive. A seguire, dal 2 al 7 ottobre, l’Auditorium Vallisa farà da cornice alla sezione Literature prodotta con la Compagnia Diaghilev, con i recital di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro dedicati alla grande tradizione poetica persiana (“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso”).
Dal rock alternativo all’avanguardia pura, il calendario ufficiale entrerà nel vivo l’11 ottobre allo Spazio Murat con i paesaggi sonori del compositore scozzese Erland Cooper e le visioni del colombiano Bryan Senti, seguiti il 15 ottobre dal pianismo di Lorenzo Masotto, dalla performance teatrale-musicale di Don The Tiger e dalla rilettura classica dei Genesis a cura di Elpidia Giardina, per chiudere il 18 con le partiture di Philip Glass interpretate alla chitarra classica da Sergio Sorrentino. Non mancheranno incursioni indie nei club del territorio, con i milanesi Ondakeiki il 2 ottobre a Gioia del Colle e i Magpies il 13 novembre a Bitonto.
Tra i momenti di spicco assoluto figura la data del 23 ottobre al Teatro Kismet: oltre al set per piano solo di David Moore, andrà in scena la produzione originale del festival che vedrà la leggenda dell’alternative rock americano Thurston Moore (storico fondatore dei Sonic Youth) incrociare il proprio suono con il jazz radicale di Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders. Le pulsazioni elettroniche si sposteranno poi all’Officina degli Esordi il 30 ottobre con Dan Leavers (The Comet Is Coming), i Soccer96 e i californiani System Exclusive.
La coda del festival vivrà altri appuntamenti di rilievo al Teatro Forma: il 6 novembre la consegna del Premio Nino Rota a Paolo Buonvino, autore di memorabili colonne sonore internazionali, affiancato dal violino elettronico di Laura Masotto; il 10 novembre la riflessione civile contro l’indifferenza bellica nello spettacolo con Leonarda Saffi, il quartetto Mycelium e il cantautore Marco Parente; e infine il gran finale del 13 novembre affidato all’anomalia sonora psichedelica e krautrock di Valerio Cosi & The Spiritual Committee.
