Sale la tensione attorno al “Costa Ripagnola Authentic Beach Resort”, l’esclusivo insediamento turistico situato in uno dei tratti di costa più protetti e dibattuti della Puglia, tra Polignano a Mare e Mola di Bari. Nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 16 luglio, un giovane si sarebbe introdotto abusivamente all’interno del comprensorio con il chiaro intento di appiccare un incendio alla vegetazione circostante, venendo messo in fuga all’ultimo istante dal personale di sorveglianza.
La Serim, società che gestisce la struttura – già bersaglio di ripetuti atti vandalici nei giorni scorsi –, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e annunciato la presentazione di una formale denuncia per l’accaduto.
Secondo la ricostruzione fornita dai gestori, il piromane sarebbe entrato in azione nel tardo pomeriggio. La descrizione del sospettato è stata trasmessa agli investigatori: si tratta di un giovane di età compresa tra i 25 e i 30 anni, alto circa un metro e novanta, di corporatura regolare e con i capelli biondi. Al momento del blitz l’uomo indossava soltanto un costume da bagno blu e scarpe da jogging.
Il ragazzo sarebbe stato sorpreso da un dipendente della struttura mentre posizionava un vero e proprio innesco incendiario: un cumulo di carta intrisa di benzina pronto a essere dato alle fiamme a ridosso della macchia mediterranea. Scoperto, il giovane avrebbe abbandonato l’innesco e sarebbe fuggito a piedi, riuscendo a seminare il custode che lo aveva inseguito tra i sentieri sterrati della zona.
La polemica ambientale sullo sfondo della violenza
Il tentato rogo si inserisce in un clima di forte contrapposizione locale. L’area di Costa Ripagnola, caratterizzata da un delicato paesaggio rurale costiero punteggiato da muretti a secco e antichi trulli, è da tempo al centro di dure contestazioni da parte di comitati e associazioni ambientaliste. Gli attivisti si oppongono alla presenza del resort e criticano, in particolare, l’installazione di ombrelloni e prati sintetici nell’area naturale, nonostante i ricorsi presentati al giudice amministrativo siano stati finora respinti.
La società Serim ha condannato duramente l’episodio, evidenziando il salto di qualità della protesta verso forme di vera e propria criminalità: «Riconosciamo la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero, ma non possiamo tollerare che, oltre ai danneggiamenti e alle ingiurie sistematiche contro i nostri ospiti, oggi si sia attentato all’incolumità fisica di chi frequenta il resort e a quello stesso ambiente naturale la cui tutela viene strumentalizzata. Ci auguriamo che le associazioni e i veri ambientalisti vogliano condannare fermamente questo grave ricorso alla violenza».
