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Presunte tangenti per appalti nell’Asl Bari, cinque strutture sanitarie al centro dell’inchiesta

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni funzionari avrebbero favorito imprese affidatarie, promettendo maggiorazioni dei costi

Presunte tangenti per appalti nell’Asl Bari, cinque strutture sanitarie al centro dell’inchiesta
L’ingresso dell’ospedale “Fallacara” di Triggiano

Lavori pubblici, presunte tangenti e pagamenti accelerati: è il quadro accusatorio di un’inchiesta che coinvolge tredici persone tra pubblici ufficiali, imprenditori e rappresentanti di società. Il gip del Tribunale di Bari, Giuseppe Montemurro, ha fissato gli interrogatori preventivi in vista della decisione sulle misure cautelari richieste dalla Procura.

Le contestazioni riguardano appalti e interventi in diverse strutture sanitarie, tra cui il presidio ospedaliero di Monopoli, il Sanatorio di Monte Laureto e il progetto di rifunzionalizzazione dell’ospedale di Triggiano. Nell’indagine compaiono anche lavori presso un poliambulatorio dell’Asl Bari e commesse per impianti elettrici e gruppi di continuità destinati a strutture ospedaliere.

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni funzionari avrebbero favorito imprese affidatarie, promettendo maggiorazioni dei costi, accelerando la liquidazione delle fatture o omettendo di rilevare presunte irregolarità. Tra le utilità contestate figurano una vetrata panoramica, interventi edilizi e impiantistici in immobili privati, forniture e somme di denaro.

Un filone riguarda i rapporti tra dipendenti di una società in house del settore sanitario e un’impresa edile alla quale sarebbero stati affidati lavori pubblici. Gli investigatori ipotizzano la richiesta o il riconoscimento di una quota pari al 10% del valore di alcune commesse. Altre contestazioni investono subappalti ritenuti illeciti e presunte falsità nei verbali di ultimazione delle opere.

L’indagine comprende inoltre un’ipotesi di ricettazione, relativa a una somma di denaro che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stata trasportata, nascosta e successivamente restituita.

Per sette indagati la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari; per altri sei, divieti temporanei di esercitare attività professionali o imprenditoriali e una sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio.

Gli interrogatori si svolgeranno nelle aule del palazzo di giustizia di via Dioguardi, dove gli interessati potranno rispondere alle contestazioni oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Soltanto dopo questo passaggio il gip sarà chiamato a pronunciarsi sulle richieste cautelari.