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Stretta sugli Ncc abusivi a Bari, sorpreso mezzo leccese in una rimessa illegale: scatta il fermo

Nella mattinata di oggi gli agenti del Nucleo di Polizia Amministrativa hanno sanzionato un conducente titolare di un’autorizzazione rilasciata da un Comune della provincia di Lecce

Stretta sugli Ncc abusivi a Bari, sorpreso mezzo leccese in una rimessa illegale: scatta il fermo

Prosegue l’offensiva della Polizia Locale di Bari contro le irregolarità nel settore del noleggio con conducente (Ncc). Nella mattinata di oggi gli agenti del Nucleo di Polizia Amministrativa hanno sanzionato un conducente titolare di un’autorizzazione rilasciata da un Comune della provincia di Lecce, sorpreso a stazionare stabilmente all’interno di un autoparco del capoluogo pugliese non autorizzato come rimessa per la sua attività.

La legge prescrive che i titolari di Ncc mantengano la sede operativa e la rimessa principale nel territorio comunale che ha rilasciato il titolo, potendo disporre di eventuali sedi secondarie solo ed esclusivamente entro i confini della medesima provincia d’origine. A nulla è servito il tentativo del noleggiatore di giustificare la sosta esibendo un accordo commerciale con un tour operator di Roma: per l’uomo sono scattati il fermo amministrativo del veicolo per 30 giorni e la sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 85 del Codice della Strada, compresa tra i 178 e i 672 euro.

Con l’intervento odierno sale a 23 il numero complessivo di vetture Ncc sottoposte a fermo a Bari dall’inizio dell’anno, tutte operate da ditte munite di licenze rilasciate da altre amministrazioni comunali e prive dei requisiti territoriali per operare in pianta stabile nel capoluogo.

Sull’efficacia dell’azione di contrasto è intervenuta l’assessora alle Attività Produttive, Carla Palone: «L’attività di controllo sulle rimesse degli Ncc coinvolge anche gli uffici amministrativi del settore Annona, Ecologia e Attività Produttive, impegnati a effettuare verifiche sulle istanze presentate dagli operatori che chiedono di poter disporre di una rimessa nel territorio comunale. Dall’inizio dell’anno, i controlli hanno evidenziato in almeno quattro casi la totale infondatezza della richiesta, poiché gli operatori interessati non risultavano più in possesso neppure dei requisiti necessari per il mantenimento del titolo autorizzatorio rilasciato dal Comune nel quale avevano sede».