Ecco le carte. Cinque giorni dopo l’incontro con i garanti ieri mattina la Ssc Bari ha trasmesso i documenti richiesti, rispettando i termini previsti da un accordo verbale tra le parti. Si tratta di un primo vero segnale di concretezza rispetto agli impegni ribaditi in sede di colloqui da Federico Menichini, legale della Ssc Bari, e dal dg Pierpaolo Marino, nell’ambito di un percorso che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe portare alla cessione del club biancorosso anche prima della famosa dead-line di giugno 2028. Termine che sancirà, salvo modifiche in itinere, la fine della multiproprietà.
«Direi che la notizia debba essere accolta positivamente, perché la documentazione è stata trasmessa nei tempi indicati e rappresenta un nuovo riscontro concreto agli impegni assunti da parte di interlocutori sin qui seri e puntuali», dichiara il portavoce del comitato Gaetano Sassanelli. «Il nostro compito è attenerci ai fatti, verificando passo dopo passo l’evoluzione della situazione e valutando ogni singolo riscontro. Senza pregiudizi, né di scetticismo né di eccessivo ottimismo, bensì con la necessaria apertura verso un iter che sembra procedere nella direzione auspicata, ma anche con l’equilibrio e la prudenza indispensabili per capire, nel tempo, quale consistenza concreta avranno gli impegni assunti».
I documenti inoltrati riguardano lo stato patrimoniale della società di calcio pugliese. Il loro possesso, che va nell’ottica della trasparenza richiesta dai garanti, dovrebbe favorire il dialogo con potenziali investitori, alcuni dei quali da tempo sono in trattativa con la Filmauro.
Da Napoli
No a 2,2 miliardi di euro per il Napoli. È la bomba sganciata ieri da Aurelio De Laurentiis nel corso di un’intervista a Radio Kiss Kiss. Il patron del club partenopeo ha spiegato di aver rifiutato l’offerta ricevuta da Matt Rizzetta, dopo aver preso atto che con il passaggio di quote non avrebbe più potuto gestire il Napoli. «Per il momento ho deciso di non vendere, ma se dovessi farlo preferirei comunque farlo a un napoletano piuttosto che a un americano».
