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Spaccio tra Bari e Sannicandro, 10 condanne fino a oltre 8 anni: «Rete criminale vicina al clan Parisi»

La giustizia stringe le maglie attorno al traffico di stupefacenti che per mesi ha inondato le piazze di spaccio tra il capoluogo pugliese e il vicino comune di Sannicandro di Bari. Nelle scorse ore, la Giudice per l'Udienza Preliminare (GUP) di Bari, Isabella Valeria Valenzi, ha emesso dieci condanne al termine di un processo celebrato…
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La giustizia stringe le maglie attorno al traffico di stupefacenti che per mesi ha inondato le piazze di spaccio tra il capoluogo pugliese e il vicino comune di Sannicandro di Bari. Nelle scorse ore, la Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP) di Bari, Isabella Valeria Valenzi, ha emesso dieci condanne al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.

Gli imputati, accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, hanno ricevuto pene che variano da un minimo di un anno e quattro mesi fino a un massimo di otto anni e quattro mesi di reclusione.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) Fabio Buquicchio, ha permesso di smantellare un gruppo criminale ben organizzato, specializzato nello smercio di hashish, cocaina e marijuana. A tirare le fila dell’organizzazione, secondo la ricostruzione degli inquirenti validata dal giudice, sarebbe stato Sabino Pace, noto pregiudicato ritenuto contiguo al potente clan Parisi di Bari. La sua figura è di particolare rilievo poiché, di recente, Pace ha deciso di saltare il fosso diventando un collaboratore di giustizia. Per lui il verdetto ha stabilito una condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione.

Le pene più severe sono però toccate a coloro che gestivano il lato operativo e logistico del traffico illecito. La condanna più alta, pari a otto anni e quattro mesi, è stata inflitta ad Antonio Bitritto. Sia lui che Angelo Di Turi (condannato a 7 anni) sono considerati elementi cardine del gruppo: a loro spettavano i compiti più delicati, dall’approvvigionamento della droga ai trasporti, fino all’occultamento e alla cessione materiale delle dosi ai clienti.

Le motivazioni della sentenza, che chiariranno nel dettaglio le singole posizioni e il quadro probatorio, saranno depositate entro 90 giorni.

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