Nel panorama della fisica teorica internazionale, Bari può vantare un nome che da anni dialoga con l’eccellenza scientifica mondiale: il professor Saverio Pascazio, ordinario all’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro», protagonista di una carriera costruita tra ricerca d’avanguardia e collaborazioni con alcuni dei più grandi scienziati del nostro tempo.
L’ultima conferma del suo ruolo nel gotha della fisica arriva dal legame scientifico con Michel Devoret, tra i vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2025. Nel 2017 i due hanno firmato insieme uno studio sui modelli quantistici a variabili discrete, un ambito cruciale per lo sviluppo di computer e sensori quantistici, tecnologie considerate tra le più promettenti della nuova rivoluzione scientifica.
Ma il percorso di Pascazio incrocia da tempo la storia del Nobel. Il fisico barese ha infatti collaborato anche con Serge Haroche, pioniere della fisica quantistica sperimentale, e con Giorgio Parisi, figura centrale nella comprensione dei sistemi complessi.
Un intreccio di relazioni scientifiche che testimonia la qualità e la profondità della sua produzione accademica.
Docente presso il Dipartimento Interateneo di Fisica, Pascazio ha costruito un profilo di ricerca che attraversa diversi ambiti della fisica teorica: dalla meccanica quantistica allo studio della decoerenza, dall’informazione quantistica fino alla fisica statistica e all’ottica quantistica. Un lavoro che si traduce in oltre 250 pubblicazioni scientifiche e due volumi monografici.
La sua attività non si limita all’università. È stato il primo ricercatore italiano eletto nello Strategic Advisory Board di QuantERA, rete europea dedicata al coordinamento delle tecnologie quantistiche, ed è stato visiting professor in istituzioni di primo piano come la Waseda University di Tokyo, l’Imperial College di Londra, l’Università di Innsbruck e la SISSA di Trieste.
Una carriera che lo ha reso un punto di riferimento internazionale e che, allo stesso tempo, rafforza il ruolo della comunità scientifica barese nel dibattito globale sulla fisica del futuro. Il suo nome è spesso citato come esempio di continuità tra ricerca teorica e applicazioni tecnologiche, in un campo – quello quantistico – destinato a rivoluzionare informatica, comunicazioni e sensori di nuova generazione.









