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Sanità pugliese, Romito: «Smantellata l’Unità Spinale a Bari, pazienti costretti a curarsi al Nord»

«Negli ultimi dieci anni la sanità pugliese ha speso circa due miliardi di euro per cure fuori regione. Un dato gravissimo, tanto che la Corte dei Conti mantiene sotto osservazione il sistema sanitario regionale. Questa mobilità passiva rappresenta la prova evidente del fallimento di precise scelte politiche e dirigenziali». Così Gianni Romito, consigliere del Municipio…
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«Negli ultimi dieci anni la sanità pugliese ha speso circa due miliardi di euro per cure fuori regione. Un dato gravissimo, tanto che la Corte dei Conti mantiene sotto osservazione il sistema sanitario regionale. Questa mobilità passiva rappresenta la prova evidente del fallimento di precise scelte politiche e dirigenziali». Così Gianni Romito, consigliere del Municipio 2 di Bari e presidente regionale del Comitato Italiano Paralimpico (CIP).

«Un esempio emblematico – continua – è la distruzione dell’Unità Spinale Unipolare del Policlinico di Bari, che per anni ha rappresentato un’eccellenza non solo per la Puglia, ma per tutto il Sud Italia. Grazie al professor Antonio Castorani, che reperì le prime risorse economiche, e successivamente all’impegno del dottor Vitangelo Dattoli, era stata costruita una sanità realmente centrata sulla persona con lesione midollare, capace di trattenere i pazienti sul territorio pugliese e di garantire cure di altissimo livello».

Prima del Covid

«L’Unità Spinale del Policlinico di Bari disponeva di 20 posti letto per acuti e subacuti, oltre a 6 posti di neuroriabilitazione, ed era un reparto autenticamente multidisciplinare, con collegamenti strutturati con urologia, chirurgia plastica, ortopedia e altre specialità indispensabili per la presa in carico completa del paziente con lesione midollare».

La situazione attuale

«Oggi, invece, quella eccellenza è stata completamente smantellata. Durante e dopo il Covid l’Unità Spinale è stata ridotta a soli 6 posti letto, collocati in un’ala angusta dell’ortopedia, priva di bagni adeguati per persone con disabilità. Questo non è un modello di eccellenza sanitaria, ma un arretramento inaccettabile».

Le conseguenze sono drammatiche

«Un paziente con lesione midollare che arriva al Pronto soccorso di Bari o della sua provincia spesso resta bloccato per ore o giorni, perché non esiste un reparto adeguato in cui trasferirlo. Di fatto, le cure per i cittadini pugliesi vengono demandate a strutture del Nord Italia: Imola, Verona, Firenze, Milano. Questa è la vera vergogna».

«Nel frattempo, si continua a parlare di rilanci, incontri e progetti mai realizzati, mentre la spesa per medici e personale sanitario è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al periodo pre-Covid, senza alcun miglioramento reale dell’assistenza».

«A ciò si aggiunge un dato ancora più allarmante, in mio possesso: oggi in Puglia persone con lesione midollare cervicale, seguite tra strutture pubbliche e private locali, muoiono per infezioni da piaghe da decubito, una patologia che credevamo superata già negli anni ’80. Il fatto che questo accada ancora oggi nei nostri ospedali è inaccettabile e non può essere tollerato».

«Non possiamo più accettare indifferenza, false notizie e narrazioni autoreferenziali. Definire la sanità pugliese come “eccellenza”, in queste condizioni, è falso. Occorre dire la verità, affinché le persone con lesione midollare possano sapere dove e come curarsi, e possano ricevere un’assistenza sanitaria adeguata sul territorio pugliese».

La salute prima di tutto

Come presidente regionale del Comitato Italiano Paralimpico, il consigliere Romito aggiunge: «Senza cure adeguate, un atleta con disabilità non può fare sport. La salute viene prima di tutto. Solo garantendo il diritto alla cura possiamo promuovere realmente lo sport, l’inclusione e la qualità della vita delle persone con disabilità, in particolare delle persone con lesione midollare».

Per questi motivi Romito chiede al nuovo presidente della Regione Puglia un intervento netto e coraggioso: «È necessaria una profonda revisione, fino alla rimozione, dei dirigenti e dei direttori responsabili del fallimento delle strutture sanitarie, perché la sanità pubblica deve tornare a essere radicata sul territorio e capace di garantire cure dignitose e adeguate ai cittadini pugliesi, senza costringerli a emigrare per potersi curare».

Oltre al presidente Decaro l’appello è rivolto anche al nuovo rettore dell’Università degli Studi di Bari, Roberto Bellotti, «affinché insieme si possa ricostruire ciò che è stato distrutto. Viva la Puglia, viva lo sport, viva il CIP».

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