Una banale discussione si è trasformata in una furibonda rissa culminata con un accoltellamento all’interno di un noto bar situato lungo la banchina San Domenico a Molfetta.
I fatti, risalenti ad alcuni giorni fa, hanno visto scontrarsi due fazioni distinte di giovani: da una parte ragazzi del posto, dall’altra un gruppo che pare provenisse da Bari. Secondo le prime ricostruzioni, il confronto sarebbe nato da un banale diverbio verbale divampato all’interno del locale, degenerando in pochi istanti in una zuffa violenta in cui è spuntata anche un’arma da taglio.
Sul grave episodio di sangue stanno indagando a ritmo serrato le forze dell’ordine. Gli investigatori puntano a identificare tutti i partecipanti alla rissa e, in particolare, l’autore dell’accoltellamento. Un ruolo chiave per la risoluzione del caso sarà giocato dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del locale e dalle telecamere di sicurezza cittadine dislocate nell’area portuale.
La denuncia politica
A sollevare il velo sull’accaduto è stato il circolo cittadino di Alleanza Verdi Sinistra (AVS), attraverso un duro post pubblicato sui propri canali social. Un intervento mirato non solo a denunciare l’accaduto, ma a chiedere un cambio di passo nella gestione dell’ordine pubblico cittadino.
«Alcuni giovani hanno dato sfogo alle peggiori pulsioni violente scatenando una rissa con accoltellamento», si legge nella nota. I referenti locali del partito, Gabriele Vilardi (segretario di Sinistra Italiana) e Vito Davoli (coordinatore di Europa Verde), hanno lanciato un monito chiaro alle istituzioni: «Non solo terremo alta l’attenzione su ogni forma di violenza, ma denunceremo il meccanismo malato che sta avvelenando la nostra città. La sicurezza non si costruisce negando i problemi, ma affrontandoli con il coraggio, la prevenzione e la giustizia sociale».
Infine, un doveroso richiamo alla tutela dell’economia locale, affinché le attività non diventino vittime collaterali della criminalità: «Il nostro lavoro è anche quello di evitare che venga lesa la reputazione dell’attività coinvolta, che deve essere tutelata tanto quanto i protagonisti dell’ennesima triste storia che ferisce Molfetta».










