Trovare un partner industriale che possa permettere alla futura società barese a responsabilità limitata, partecipata comunque dal Comune, e che gestisce e vende il gas tramite due rami separati, di partecipare la prossimo bando pubblico per mantenere la gestione della distribuzione del gas nella città Metropolitana di Bari. Questo uno degli argomenti trattati ieri mattina in Commissione Bilancio, presieduta dal consigliere Nicola Loprieno, in merito al mantenimento della gestione dell’infrastruttura di distribuzione del gas.
La «fusione inversa»
Nell’ultima riunione del Consiglio comunale, l’assise aveva deliberato la «fusione inversa» di Retegas Bari – società partecipata dal Comune che ad gestisce la distribuzione del gas – dividendola in due. Una di queste società figlie continuerà la gestione delle condutture, mentre l’altrà assorbirà al 100% le quote di «Amgas srl», continuandone la vendita.
Questo meccanismo risponde a delle esigenze dettate dall’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) di garantire trasparenza nella gestione degli asset energetici. Poiché il mandato di gestione della rete è ormai scaduto, sempre per disposizioni statali, la gestione deve essere affidata tramite bando pubblico. Il problema è che Retegas al momento non possiede i requisiti necessari a partecipare e, per questo motivo, servirebbe un «partner industriale» in grado di fornirglieli. I vertici dell’azienda barese avevano pensato a Enel ma nella zona della città metropolitana ci sono già altri player economici come «Italgas» ed «Estra». Ora però la priorità resta concludere la «fusione inversa» e proseguire col piano di rientro dei debiti contratti col Comune.
La richiesta
Come già avvenuto per il 2024 e il 2025 la società energetica ha chiesto che, anche per il 2026, la rata annuale venga ridotta da 1,5 milioni a 500mila euro. La proposta di delibera sarà oggetto di discussione nel prossimo consiglio comunale.










