Al professor Salvatore Grasso, dopo che sono state accettate le sue dimissioni dal ruolo di direttore della Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione Pediatrica del Policlinico del capoluogo pugliese, è stato chiesto di continuare a svolgere temporaneamente il compito direttivo in attesa dell’individuazione di un sostituto.
Soluzione ponte
Una soluzione ponte, messa nero su bianco in una comunicazione ufficiale del Dipartimento di Emergenza, che certifica l’avvio di una delicata fase di transizione in uno dei reparti più sensibili dell’ospedale. La nota, datata 8 gennaio 2026, prende formalmente atto della rinuncia all’incarico di direzione ad interim e, allo stesso tempo, chiede alla direzione strategica dell’Azienda ospedaliero-universitaria consorziale di procedere con l’attivazione della procedura di selezione del facente funzione. Un passaggio che, seppur amministrativo, assume un rilievo centrale per l’organizzazione dell’assistenza pediatrica intensiva. Nel documento si ribadisce che la funzione di direzione della UOC, l’unità operativa complessa, continuerà a essere garantita dal professor Grasso o, in caso di sua assenza, dal sostituto già individuato, fino alla designazione ufficiale del facente funzione.
Evitare buchi
Una scelta finalizzata a evitare vuoti di comando e a tutelare la continuità delle attività cliniche e organizzative, ma che non può protrarsi a lungo senza incidere sull’equilibrio gestionale del reparto. La Rianimazione pediatrica del Policlinico rappresenta infatti un punto di riferimento regionale, chiamato a gestire casi di estrema complessità provenienti non solo dall’area metropolitana barese, ma da tutta la Puglia. La stabilità della guida diventa quindi un elemento imprescindibile per garantire tempestività decisionale, coordinamento del personale e qualità delle cure.
La nuova scelta
Ora l’attenzione si concentra sulla direzione strategica, chiamata a individuare in tempi rapidi il facente funzione che dovrà assumere la responsabilità del reparto in questa fase cruciale. Una scelta che avrà ricadute non solo interne, ma sull’intero sistema dell’emergenza pediatrica regionale.











