A un anno dal crollo che sconvolse il quartiere Carrassi, tornano i tecnici e i periti delle parti in causa in via Edmondo De Amicis a Bari. Nella mattinata di ieri è stato avviato l’incidente probatorio disposto dalla Procura, un passaggio chiave per chiarire le cause del cedimento dell’edificio imploso il 5 marzo 2025.
L’area compresa tra via De Amicis e via Pinto è stata interdetta al traffico per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni. Tra transenne, mezzi e operatori specializzati, il quartiere è ripiombato in un’atmosfera carica di tensione e ricordi ancora vivi tra i residenti. Le verifiche riguardano le componenti residue dello stabile, con analisi tecniche e diagnostiche che potrebbero fornire elementi decisivi agli inquirenti.
L’attività rientra nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari, impegnata a ricostruire con esattezza quanto accaduto e a individuare eventuali responsabilità. Gli accertamenti puntano a chiarire se vi siano state criticità strutturali, carenze manutentive o altri fattori determinanti nel collasso dell’edificio.
Intanto, nella zona restano sotto osservazione altri immobili, in attesa di verifiche sull’agibilità. Una situazione che continua a generare preoccupazione tra i residenti, molti dei quali non hanno mai dimenticato quei momenti drammatici.
Il pensiero corre inevitabilmente a quelle ore concitate, quando l’intera città seguiva con il fiato sospeso le operazioni di soccorso. In particolare, resta indelebile il ricordo del salvataggio della 74enne Rosalia De Giosa, estratta viva dalle macerie dopo momenti di grande apprensione.
Un episodio che aveva unito Bari in un abbraccio collettivo, trasformando la paura in sollievo. Oggi, a distanza di dodici mesi, la città torna a interrogarsi su quella tragedia. Le operazioni tecniche in corso rappresentano un tassello fondamentale per fare piena luce su quanto accaduto e restituire certezze a un quartiere che chiede risposte.