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Omicidio a Carbonara, l’indagato: «Dopo il delitto volevo uccidermi, mia figlia mi ha fatto cambiare idea»

Alessandro Barcellona, 40 anni, fermato subito dopo l’uccisione di Alessandro Signorile, ha confessato anche davanti al gip

Omicidio a Carbonara, l’indagato: «Dopo il delitto volevo uccidermi, mia figlia mi ha fatto cambiare idea»

Alessandro Barcellona, guardia giurata 40enne sottoposta a fermo per l’omicidio del 36enne Alessandro Signorile, ucciso a colpi di pistola nel quartiere Carbonara di Bari il 30 giugno scorso, è comparso davanti alla gip del Tribunale del capoluogo pugliese, Paola Angela De Santis, ha risposto a tutte le domande e ha confermato la confessione già resa dopo il fermo.

Barcellona è in carcere dalla mattina del delitto, fermato dai carabinieri a bordo di una moto mentre, ha spiegato nell’interrogatorio, stava andando a costituirsi.

Avrebbe agito, ha ricostruito la Procura e confermato il 40enne, «per gelosia e vendetta» dopo aver scoperto la relazione extraconiugale tra la propria compagna e la vittima.

Questa mattina, si è celebrata l’udienza di convalida del fermo. L’indagato ha spiegato che, subito dopo aver commesso l’omicidio, avrebbe avuto intenzioni suicide ma un messaggio ricevuto da parte della figlia gli avrebbe fatto cambiare idea, convincendolo a costituirsi.

La difesa di Barcellona, gli avvocati Nicola Quaranta e Stefano Remine, hanno contestato il pericolo di fuga posto a fondamento del fermo, chiedendo gli arresti domiciliari a seguito della confessione.

La gip deciderà nelle prossime ore sulla convalida del fermo e sulla applicazione di una misura cautelare.