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Omicidio a Carbonara, confessa la guardia giurata: «L’ho ucciso per gelosia e vendetta»

A permettere la rapida cattura dell’assassino è stato un sms inviato circa mezz’ora prima del delitto

Omicidio a Carbonara, confessa la guardia giurata: «L’ho ucciso per gelosia e vendetta»

Un’esecuzione in piena regola, consumata in mezzo alla strada sotto gli occhi dei passanti, nata dalla scoperta di una presunta relazione extraconiugale e dal rifiuto di una separazione. Ha confessato nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 30 giugno, Alessandro Barcellona, la guardia giurata barese di 40 anni sottoposta a fermo per l’omicidio volontario di Alessandro Signorile, 39 anni, ucciso in mattinata nel rione Carbonara di Bari. Di fronte ai magistrati della Procura, l’uomo ha ammesso ogni responsabilità, confermando la pista che ha spinto gli inquirenti a contestargli le aggravanti dei motivi abietti: ha agito «per gelosia e vendetta».

Il dramma si è consumato intorno alle ore 10. La vittima, Alessandro Signorile, si trovava a bordo della sua bicicletta elettrica e stava chiacchierando con alcune persone in strada quando Barcellona lo ha raggiunto in sella a una moto. Senza esitare, il quarantenne ha impugnato la sua pistola semiautomatica Stoeger calibro 9 – arma regolarmente detenuta per motivi di servizio – ed è sceso dal mezzo facendo fuoco per quattro volte. Per il trentanovenne non c’è stato scampo: i proiettili lo hanno raggiunto in punti vitali, provocando il decesso immediato e rendendo del tutto inutili i tempestivi soccorsi del personale sanitario del 118.

A permettere la rapida cattura dell’assassino è stato un sms inviato circa mezz’ora prima del delitto. Barcellona aveva infatti scritto alla zia, annunciandole l’intenzione di compiere un «gesto estremo». Sotto shock, la donna ha allertato immediatamente i Carabinieri, fornendo elementi decisivi per rintracciare il nipote. I militari lo hanno intercettato poco dopo non lontano dalla Questura di Bari, dove lo stesso indagato ha poi dichiarato che si stava recando spontaneamente per costituirsi.

Litigi e la provocazione prima degli spari

Durante il drammatico interrogatorio davanti al pubblico ministero, la guardia giurata ha ricostruito i dettagli dell’ossessione che lo tormentava da mesi. Barcellona ha raccontato di aver scoperto una “relazione telefonica” tra la sua compagna e la vittima già da circa tre mesi, dopo aver visionato i filmati delle telecamere di videosorveglianza che lui stesso aveva installato all’interno delle mura domestiche.

La situazione è precipitata definitivamente nella serata di ieri, lunedì 29 giugno, quando al culmine di un violento litigio la donna gli ha comunicato l’intenzione di lasciarlo e abbandonare la casa. Questa mattina, l’ultimo fatale faccia a faccia: Barcellona ha incrociato Signorile per strada a Carbonara ed è nato un acceso battibecco. Secondo la versione fornita dal reo confesso, il trentanovenne lo avrebbe provocato dicendogli: «Prima o poi me la prenderò», riferendosi alla donna. Una frase che ha fatto scattare la follia omicida.

Sul corpo della vittima verrà eseguito l’esame autoptico, che con ogni probabilità sarà affidato giovedì prossimo al medico legale del Policlinico di Bari, il professor Biagio Solarino, per chiarire l’esatta traiettoria dei colpi. Barcellona, intanto, è stato trasferito nel carcere di Bari in attesa dell’udienza di convalida del fermo.