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Omicidio a Carbonara, il vigilante resta in carcere: «Ho fatto quello che andava fatto»

Resta in carcere Alessandro Barcellona, la guardia giurata barese di 40 anni che martedì scorso ha giustiziato per strada Alessandro Signorile, 36 anni (indicato inizialmente come 39enne, ndr), nel rione Carbonara di Bari

Omicidio a Carbonara, il vigilante resta in carcere: «Ho fatto quello che andava fatto»

«Ho fatto quello che andava fatto». Nessun pentimento, ma la lucida e raggelante consapevolezza di aver compiuto la propria vendetta, affidata a messaggi e telefonate ai parenti pochi minuti dopo aver premuto il grilletto. Resta in carcere Alessandro Barcellona, la guardia giurata barese di 40 anni che martedì scorso, 30 giugno, ha giustiziato in mezzo alla strada Alessandro Signorile, 36 anni (indicato inizialmente come 39enne, ndr), nel rione Carbonara di Bari.

Oggi, giovedì 2 luglio, la gip del Tribunale di Bari, Paola Angela De Santis, ha convalidato il fermo dell’uomo e disposto la custodia cautelare in carcere. Nel provvedimento del giudice viene ricostruita la drammatica sequenza del delitto, arricchita da testimonianze e, soprattutto, dal contenuto inedito e sconvolgente delle chat inviate dall’assassino subito dopo l’agguato.

La confessione in diretta ai parenti: «Gli ho sparato in testa»

I dettagli emersi dall’ordinanza descrivono un perimetro di impressionante freddezza. Subito dopo aver fatto fuoco con la pistola d’ordinanza in una via affollata, Barcellona ha contattato una parente per raccontare quanto appena accaduto: «L’ho fatto, l’ho buttato a terra, gli ho sparato un colpo in testa, mi hanno visto tutti, era pieno di gente – si legge nei messaggi intercettati dagli inquirenti –. Ormai è troppo tardi, quello che dovevo fare ho fatto, adesso o mi costituisco o mi ammazzo».

Questa mattina, durante l’udienza di convalida in cui era assistito dagli avvocati Nicola Quaranta e Stefano Remine, il quarantenne ha confermato davanti alla gip la confessione già resa al pubblico ministero Larissa Catella. Il movente resta legato alla gelosia ossessiva: Barcellona non aveva accettato la relazione nata tra la sua compagna e la vittima, scoperta mesi prima piazzando telecamere spia in casa, e crollato definitivamente la sera prima del delitto, quando la donna gli aveva annunciato la volontà di separarsi.

«Hai finito di divertirti»

L’interrogatorio ha permesso di fare luce anche sugli ultimissimi istanti di vita di Alessandro Signorile. Barcellona ha confessato al giudice le parole esatte pronunciate ad alta voce all’indirizzo della vittima prima di puntargli la pistola semiautomatica alla testa e fare fuoco: «Hai finito di divertirti». Un attimo dopo, l’esecuzione davanti ai passanti terrorizzati.

Le indagini, condotte dai Carabinieri, proseguono ora sul fronte tecnico per analizzare a fondo i dispositivi mobili dell’indagato, mentre nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima per decretare il numero esatto di proiettili che lo hanno colpito. Barcellona resta recluso nel penitenziario di Bari con le pesanti accuse di omicidio volontario aggravato.