Il Consiglio comunale di Bari ha approvato all’unanimità un ordine del giorno urgente per chiedere al Governo e alla Regione Puglia la dichiarazione dello stato di crisi per il comparto olivicolo-oleario.
Il provvedimento, a firma del sindaco Vito Leccese e sottoscritto da tutti i consiglieri, vede il sostegno e la condivisione anche degli altri 40 sindaci della Città Metropolitana.
La presa di posizione delle istituzioni locali giunge all’apice dello stato di agitazione dei produttori tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, stretti nella morsa di una concorrenza sleale, un sensibile calo delle quotazioni e il crollo delle giacenze, svendute pur di svuotare i silos in vista dell’avvio della nuova campagna di raccolta.
Nel dettaglio, il documento sollecita l’intervento immediato del ministero delle Imprese e del Made in Italy, del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e della Regione Puglia, chiedendo lo sblocco di risorse e sostegno economico straordinario.
Tra le proposte centrali figura l’accesso diretto a crediti agevolati (fino a 300mila euro per i frantoi industriali e fino a 50mila euro per quelli agricoli), l’attivazione di una moratoria bancaria sui finanziamenti in corso e il lancio di linee di credito a tasso zero, indispensabili per liquidare i pagamenti agli agricoltori. Inoltre, si richiede la sigla di un patto straordinario per l’olio extravergine d’oliva italiano, insieme alla revisione delle normative sull’etichettatura, al blocco dei dazi zero sull’importazione da Paesi extra-UE e all’applicazione del principio di reciprocità sugli standard produttivi e sui controlli al confine.
«Il comparto olivicolo-oleario rappresenta una componente fondamentale dell’economia pugliese, da cui dipendono migliaia di imprese e famiglie», ha affermato il sindaco di Bari Vito Leccese. «Non possiamo permettere che un patrimonio produttivo di questa importanza venga compromesso da dinamiche di mercato che costringono i produttori a vendere sottocosto e mettono a rischio la sopravvivenza delle imprese».
