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«No al velo islamico nei luoghi pubblici»: a Bari la petizione di FdI

La battaglia politica, sottolineano i promotori, investe direttamente la sfera dei diritti femminili

«No al velo islamico nei luoghi pubblici»: a Bari la petizione di FdI
(foto Ansa)

Vietare l’uso del velo islamico integrale in tutti i luoghi pubblici, con un’attenzione particolare agli istituti scolastici, introdurre pene più severe per contrastare il fenomeno dei matrimoni combinati e garantire maggiore trasparenza e controlli sui finanziamenti esteri destinati alla costruzione di edifici di culto. Sono i pilastri della proposta di legge al centro di “Nessuna resti nascosta”, la campagna nazionale promossa da Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale, che ha fatto tappa nel capoluogo pugliese con un banchetto per la raccolta firme lungo la centrale via Sparano.

A illustrare le ragioni della mobilitazione è Antonella Lella, coordinatrice cittadina del partito, che pone l’accento sull’impatto del provvedimento nel contesto educativo: «La scuola è un luogo di istruzione, di confronto e di integrazione. Il volto ha un ruolo fondamentale nella comunicazione, perché permette di riconoscersi e di esprimere emozioni; per questo, in determinati contesti educativi, mostrare il viso favorisce le relazioni e la partecipazione alla vita scolastica».

La battaglia politica, sottolineano i promotori, investe direttamente la sfera dei diritti femminili. «La questione riguarda anche la libertà delle donne – conclude Lella –. L’obiettivo di questa proposta di legge è proprio quello di tutelare la libertà personale e la parità di genere garantite nel nostro Paese, dicendo un ‘no’ fermo all’integralismo islamico».