La solennità dei riti della Settimana Santa pugliese si è arricchita quest’anno di una presenza tanto illustre quanto inaspettata. Tra i fedeli incappucciati che hanno sfilato per le strade di Molfetta in occasione della tradizionale processione dei cinque Misteri, c’era anche un confratello d’eccezione: il Maestro Riccardo Muti.
Il celebre direttore d’orchestra, che proprio a Molfetta è cresciuto e ha trascorso gli anni della sua giovinezza, ha scelto di vivere il rito in totale umiltà, mimetizzandosi tra i concittadini.
Muti ha indossato alla perfezione l’abito tradizionale dell’Arciconfraternita di “Santo Stefano dal sacco rosso”: camice marrone, cappuccio posato sulla testa, il caratteristico cingolo rosso in vita e i guanti neri a coprire le mani strette attorno a un cero.
Nominato membro ad honorem dell’Arciconfraternita nell’aprile dello scorso anno, è la prima volta che il Maestro partecipa attivamente alla sfilata religiosa nelle vesti di confratello.
La storica processione dei Misteri, uno degli appuntamenti più sentiti della religiosità molfettese, si snoda solitamente nel cuore della notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo. Quest’anno, tuttavia, l’incessante pioggia che si è abbattuta sulla Puglia nelle scorse ore ha costretto gli organizzatori a posticiparne l’inizio, spostando il solenne corteo nel pomeriggio di oggi. Un cambio di programma che ha permesso alla luce del giorno di svelare, sotto quel cappuccio marrone, il volto di uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo, tornato “a casa” per devozione e senso di appartenenza.









