Tredici mesi di carcere per il 50enne Antonio Cipriano, già noto alle forze dell’ordine, che ha minacciato di morte il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, nei mesi scorsi. La pena è stata inflitta dal Giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Bari dopo l’udienza di discussione svoltasi mercoledì nell’ambito del giudizio abbreviato, celebratasi sulla base delle risultanze delle indagini condotte dalla procura della Repubblica.
I fatti, allora. Il caso esplode a settembre dell’anno scorso. Durante la registrazione di un servizio giornalistico, andato in onda su Rete 4 nella puntata del 21 settembre del programma televisivo «Fuori dal Coro», che si occupava della situazione di arbitraria occupazione di alcuni immobili di proprietà pubblica da parte di chi non ne avrebbe diritto, uno degli occupanti, di fronte alle telecamere, aveva espresso l’inequivocabile proposito di uccidere il primo cittadino. «Colpevole», evidentemente, solo perchè voleva far ripristinare la legalità.
Nel filmato, infatti, Cipriano insultava e minacciava il sindaco, responsabile, a suo dire, del provvedimento di sgombero dell’abitazione in cui vive senza averne i titoli da 20 anni. Ne è seguito l’immediato clamore mediatico, le prime misure restrittive e, al processo, il Comune di Bitonto si è costituito parte civile, lamentando il pregiudizio arrecato dal comportamento dell’imputato all’integrità e al prestigio dell’amministrazione e della comunità cittadina.
Le ragioni dell’ente sono state difese dall’avvocato Franco Mercutello, responsabile dell’avvocatura comunale; quelle di Ricci, invece, peraltro senza oneri per il bilancio, dall’avvocato Salvatore D’Aluiso. «La condanna dell’autore delle gravi minacce nei miei confronti – commenta il primo cittadino bitontino – ristabilisce il giusto ordine delle cose, sancendo la supremazia della legalità e del rispetto. Oggi la città, che va considerata la vera vittima di quel esagitato attacco verbale, viene risarcita con una decisione che afferma con forza che non vi può essere spazio nella nostra comunità per la violenza, la prepotenza e la sopraffazione. Il risultato raggiunto è frutto dell’ottimo lavoro svolto dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Bari, che ha avviato le indagini del caso su propria iniziativa. Un ulteriore segnale dell’attenzione nei confronti della nostra comunità che è anche un riconoscimento della sua integrità, degna di rispetto e di tutela da ogni forma di sopruso e prevaricazione».
A novembre 2025, due mesi dopo il servizio, i carabinieri avevano notificato all’uomo il divieto di avvicinamento a Ricci, provvedimento emesso dal Giudice delle indagini preliminari del tribunale del capoluogo. Questo perchè Cipriano aveva rifiutato il dispositivo elettronico di controllo ed era stato così sottoposto all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Nel servizio dell’emittente televisiva, oltre a Cipriano, sono emersi diversi casi di immobili comunali occupati illegalmente, e da anni, da chi proprio non ne avrebbe diritto.










