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L’oncologico di Bari è senza Pet, Pagliaro: «Perché non sono stati spesi i 26 milioni stanziati?» – VIDEO

«L’oncologico di Bari, Irccs Giovanni Paolo II, dovrebbe essere il centro d’eccellenza per la cura dei tumori… ma è l’unico, a questo livello, a non poter effettuare l’esame di medicina nucleare con la Pet». A denunciarlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, Paolo Pagliaro, secondo il quale si tratta di una carenza che penalizza i pazienti pugliesi, costretti ad affrontare lunghe liste d’attesa al Policlinico capoluogo o a compiere continui viaggi verso le strutture di Brindisi, San Giovanni Rotondo, Barletta, se non fuori regione a Rionero e Matera, alimentando la mobilità passiva della Puglia.

Pagliaro che punta il dito contro il mancato di circa 26 milioni di euro già stanziati e pronti per essere impiegati nell’acquisto del macchinario e nell’ampliamento della struttura. Le risorse, ottenute tramite il finanziamento Fsc-Poc 2021-27 e formalizzate nell’Accordo per lo sviluppo e la coesione siglato il 29 novembre 2024 tra il Governo e la Regione Puglia, prevedono 10 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione della prima Pet/Tc e 16 milioni per la riorganizzazione di spazi, laboratori e ambulatori.

Nonostante la pubblicazione del delibera Cipess in Gazzetta ufficiale nell’aprile 2024, ricostruisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, la modifica del fabbisogno regionale per assegnare due tomografi agli Irccs oncologici e la stipula del disciplinare tra Regione e Istituto lo scorso 27 febbraio, l’iter si sarebbe bloccato con l’insediamento dell’ormai ex direttore generale Tommaso Stallone, che proprio stamattina si è dimesso dall’incarico dopo l’avvio, da parte della Giunta regionale pugliese, della procedura per la sua decadenza (con la contestuale sospensione) per la vicenda dei bonifici inviati a una testata giornalistica per fermare la pubblicazione di servizi online.

Nella nota, Pagliaro spiega che «secondo alcune indiscrezioni sembra che proprio con l’insediamento dei nuovi vertici il progetto per la realizzazione della struttura e l’acquisto della Pet è stato congelato con una motivazione ufficiale alquanto singolare: il Policlinico di Bari già possiede due Pet, la cui capacità di utilizzo non è saturata (lavorano H12), quindi l’oncologico dovrebbe sfruttare una convenzione con il Policlinico per mandare lì i pazienti». Una soluzione che «appare poco convincente – continua Pagliaro -: significa che l’oncologico dovrebbe trasferire in ambulanza i pazienti ricoverati al Policlinico, con un mezzo dedicato a fare la spola tra i due ospedali più volte al giorno, con costi che arriverebbero a raddoppiare quello dell’esame».

Per fare luce sulle scelte gestionali dell’istituto, Fratelli d’Italia ha chiesto un’audizione in Commissione Sanità dell’assessore Donato Pentassuglia, del direttore sanitario Vito Campanile e dello stesso Stallone.

L’oncologico di Bari è senza Pet, Pagliaro: «Perché non sono stati spesi i 26 milioni stanziati?» – VIDEO
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